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Garth Ennis, invece,
continua a deludermi, riciclando sè stesso fino all'esasperazione.
Intendiamoci, leggendo L'Uomo che Amava la Guerra riesce a
strapparci la consueta razione di sorrisi, ma le esasperate esagerazioni e
provocazioni (negli atteggiamenti e nel linguaggio) sanno tanto di
manierismo, dando l'impressione che il buon Ennis stia cercando di mettere
in cascina il maggior numero di dollari possibile sfruttando la solita
minestra, variando appena gli ingredienti.
Questa volta la penna
dell'irlandese volante si occupa di Nick Fury, agente dello Shield,
l'agenzia spionistica che dovrebbe agire per conto dell'Onu ma è piegata
in pratica ai voleri degli Stati Uniti. Il vecchio soldato di mille
battaglie viene relegato dal nuovo staff dirigenziale dell'agenzia ad un
ruolo marginale, un ufficio da giacca e cravatta che mal si addice allo
spirito guerriero di Fury.
Ma tutto ciò è
destinato a cambiare quando una nuova guerra deve essere sventata, con le
armi puntate e le mani pronte a sporcarsi di sangue.
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L'autoironia sferzante sforna
l'ennesimo personaggio bizzarro (dopo Faccia di Culo non poteva che esserci
Faccia di Cazzo) ma non bastano alcune riflessioni sul ruolo degli States
come sceriffi del mondo (peraltro confuse, mi pare) a sollevare una lettura,
che pur in premessa assolutamente disimpegnata, si rivela alla fine mediocre.
Anche i disegni di Darick
Robertson sono solo discreti, risentendo troppo nella
costruzione delle tavole dello stile di Steve Dillon, il partner consueto di Ennis.
Belle invece le copertine di
Bill Sienkiewicz, raccolte nelle ultime pagine del paperback.
Dal punto di vista
editoriale, buona la cura Panini, soprattutto per la scelta di proporre
volumetti per la nuova linea adulta della Marvel, MAX. Peccato invece per la
mancanza della rilegatura con filo refe, che potrebbe causare lo sfaldamento
del volumetto ai lettori più maldestri...
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FURY
di
Garth Ennis, Darick Robertson
Panini Comics
Euro 10,00
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