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America, per
me, è sinonimo di musica. Musica filtrata nel corso della mia vita dagli scricchiolii
del giradischi mono di mio fratello, da cassette ascoltate con miseri
registratorini, incisioni approssimative che mi facevano sognare, battere
i piedi al ritmo di Born to Run o Thunder Road e agitare un'immaginaria
folta chioma, vedendo nitidamente, se non con gli occhi con la mente,
freeway desolate e drugstore affollati. Andavo alla ricerca dei testi di
quell'americano scimmiottato che canticchiavo senza comprenderlo, cercavo
le traduzioni che mi colpivano al cuore. Nebraska e le sue storie,
soprattutto.
Ritrovo il boss (come
lo chiamano tutti, ormai, al TG, sui giornali, anche chi non lo conosce,
anche chi non merita di conoscerlo: lasciatecelo almeno questo sogno,
questa illusione, questo Boss che è ricco sfondato ma che col
cuore rimane dall'altra parte della strada...), con il recente The
Rising. Disco compatto, poliforme, una summa degli stili che in
tutti questi anni abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare. Disco che, a
causa delle tematiche nettamente influenzate dall'11 settembre, ha
accentrato su di esso le luci dei media.
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Se The Rising musicalmente
risulta superiore alle ultime uscite prettamente rock del nostro (le
sonorità levigate e la maniera di Human Touch e Lucky Town sono
fortunatamente lontane), segna secondo me un passo indietro per quanto riguarda i
testi, sinceri e anche toccanti ma lontani da quelle storie cantate che hanno
sempre costituito una parte fondamentale del songwriting di
Springsteen. Si tratta di immagini appena abbozzate, come se il dolore
avesse suggerito di di non essere troppo schietto e diretto, correndo il
rischio di lacerare ferite ancora aperte e sanguinanti. Sottacendo la
bellezza di molti convincenti episodi (Lonesome Day, Into the Fire,
Empty Sky, Mary's Place, Paradise, My City of Ruins)),
in qualche occasione non mi sembra esagerato affermare che sembra di
ascoltare le parole prevedibili e scontate di un qualsiasi cantante
mainstream. Se una volta la sua Born in
the Usa veniva fraintesa ed elogiata da un arteriosclerotico Reagan, oggi il
nostro comincia a far distinzioni tra vari tipi di guerre. Comprese quelle giuste.
Come quasi tutti siamo obbligati a fare, persi nell'impotenza generale.
Che il sogno si voglia
infrangere fino in fondo?
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BRUCE SPRINGSTEEN
"The Rising"
Columbia - Sony Music
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