domenica 20 aprile 2003, immerso nel brodo della cultura occidentale

   

Dite un po' quel che volete, a me la serie BLACKSAD fa letteralmente impazzire. 

   

Per quegli abitanti del pianeta Terra che non si fossero accorti dei due preziosi cartonati usciti per i tipi della Lizard, dico solo che le storie di Juan Diaz Canales e Juanjo Guarnido, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore della serie, sono scritte come classici del noir trasfigurati da una magica ambientazione fatta di animali antropomorfi che bucano la carta proprio come solo i migliori attori riescono, con le proprie espressioni, a bucare lo schermo e a raggiungere il nosto cuore sempre più insensibile. 

  

L'investigatore privato di turno è un gatto, quel Blacksad del titolo che anche solo per il nome sento molto molto vicino; e attorno a lui ruota una pletora di animali che, straordinariamente, riescono a caratterizzare le proprie più profonde... vocazioni, in fondo specchio dei caratteri umani: la volpe furbetta (by definition), i pavidi topi che corrono terrorizzati alla vista dei gatti, la tigre che domina il branco dall'alto del suo status sociale, il coraggioso leone generale pluridecorato, la gazza attirata dalle cose che luccicano e perciò ossessionata dal visitare Las Vegas, "con tutte quelle luci"...

  

   

Guarnido, che dei due è l'esteta, mette tutto il suo know-how disneyano nella cura di tavole che, vi giuro, continuo a rimirare perchè non voglio perdermi nessuna espressione sui volt... ehm... musi dei protagonisti e dei tantissimi comprimari. Lo ammetto: la bellezza dei disegni, lo sfoggio in grande stile di inquadrature cinematografiche, l'inusitata cura per i particolari, in entrambe le occasioni ("Da Qualche Parte Fra Le Ombre" dell'anno scorso e ARCTIC NATION, appena uscito in fumetteria) sono riusciti a prendere il sopravvento sulle storie, assolutamente non insipide ma carenti a livello di caratterizzazione dei personaggi e introspezione psicologica, tanto che in alcune scene si ha qualche difficoltà a comprendere le loro reali motivazioni. In altre occasioni, addirittura, le spiegazioni sono talmente affrettate da suscitare ulteriori domande al lettore piuttosto che fugare ogni dubbio sulle scelte effettuate dai protagonisti. 

  

    

Ma almeno, a livello narrativo, posso dire di aver notato nell'ultimo lavoro una ricerca compiuta dallo scrittore verso una maggiore complessità (c'è persino una gustosissima citazione del Cavaliere Oscuro), inserendo la classica situazione hard-boiled all'interno di un contesto più articolato, dove predominano i toni cupi dell'odio razziale tra bianchi e neri, magnificamente traslato in ambito antopomorfo attraverso l'odio che gli animali dell'ambiente artico (rigorosamente bianchi) provano nei confronti di tutte le altre specie. 

   

"Un giorno non molto lontano, il mondo sarà di nuovo dominato dalla razza bianca. Quella che Dio ha messo sulla terra per governare sulle altre! E quel giorno un gran manto di neve bianca coprirà tutto quanto! E la terra sarà perfetta e pura com'era al principio dei tempi!": sono frasi di una volpe polare che arringa la folla in un comizio, parole stemperate da un volpino bricconcello che sussurra alle orecchie dell'investigatore Blacksad: "un discorso freddino, vero?".

   

Insomma, malgrado questi piccoli limiti narrativi (comunque difficili da superare nel ristretto numero di pagine degli albi "alla francese"), vi consiglio questa lettura senza remore: vi assicuro che è difficile rimanere indifferenti di fronte ad un tale spettacolo per gli occhi. 

   

Quanto a me, mi scuso per avervi dato, nell'ultima nota del 7 aprile, un appuntamento che poi non sono riuscito a rispettare: nelle ultime due settimane ho avuto grossi problemi con la scheda video del mio pc e nel contempo sono stato assorbito dalla creazione di un sito internet per degli amici... Ovvero tempo zero per letture e svago qual che sia. A risentirci, ma senza pronostici, questa volta...


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Blacksad
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Diaz Canales, Guarnido
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Diaz Canales, Guarnido
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