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Ci
voleva una morte attesa, la vita soffiata via con un singulto, per
vedermi tornare a scrivere. La nonnina, l'ultima, è andata. Questa
non è fuffa interiore. E altri momenti attendono, vedo i
lampi ma non sento ancora il fragore del tuono.
Ho
rovistato a lungo tra le foto che la nonna custodiva gelosamente in
una scatola, in un armadio, dietro le lenzuola; foto che, se non per
rare eccezioni, non avevo mai visto. Non so perché non le avesse
mai mostrate e nemmeno perché i figli, pur conoscendone
l'esistenza, non avessero mai chiesto dove fossero finite.
Esplorando (non mi viene in mente un termine migliore) questo
territorio fotografico sconosciuto, mi sono trovato molto inadeguato,
e molto stupido, quando dopo una serie di "chi è questo?"
rivolti a mia madre, mi è scappato "e questa?" vedendo
una mia coetanea in una foto ingiallita dal tempo. La risposta era
lì, scontata. E i messaggi dati al mio cervello chiari, ma
inascoltati dal cuore, che continua a saltellare. Invece di vivere,
qui si sopravvive, il lavoro frenetico come unica fonte di
distrazione da pensieri cupi. Riesco a leggere pochissimo, ad
ascoltare pochissimo, a vedere pochissimo. Dimentico le parole
scritte, mi trovo a leggere una pagina, arrivo in fondo e mi rendo
conto di non sapere cosa ho letto. Vedo pochissimo "in presa
diretta", registro o noleggio, così posso tornare indietro per
ricostruire qualcosa. E i fumetti, che erano il mio sfogo
naturale, cominciano a non darmi più il sostegno di una
volta. Sono svogliato, mi barrico dietro ad un muro, tengo il
cellulare spento, rifuggo le voci amiche ed i sorrisi. Mi invento
interessi effimeri. Acquisto cose inutili. Costruisco una veste di
me spiritosa (non si direbbe, vero?) per nascondere altro. Ma
questa, si che è fuffa.
Libri,
fumetti, video, mi assediano da tutte le parti. La vita, anche.
Fuori piove, ma per me non fa molta differenza.
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Mentre
il fumo si dirada
Non
che abbia una qualche importanza oltre che per me, ma da tre giorni
non compro giornali e non guardo la tv. Non perché non mi
interessino le cose accadute. Ma perché mi interessano le cose
accadute. E nemmeno esprimo la mia opinione che, come ho detto a un
amico, è un mostro a cinque teste. Meglio affidarsi alle parole di
un altro, di cui hai conosciuto il magistero, e togliersi un poco di
mezzo.
http://falsoidillio.splinder.it
Il
dolore dei luoghi
Ieri
volevo scrivere di quanto fosse bella Istanbul. Ero lì per lavoro e
ho fatto, da solo, un giro tra Santa Sofia, il Topkapi e la Moschea
Blu a caccia di brochures di alberghetti nella zona del centro (ne
ho trovati un paio deliziosi, in una via pedonale lastricata di
selciato, quasi fuori dal tempo). La città era dolce come sempre,
meno caotica del solito a causa del Ramadan, addirittura silenziosa
nelle stradine che stanno alle spalle dei siti più importanti.
Solita Polizia (poca), soliti "moschini" che propongono
acquisti di ogni genere, a mezzogiorno e mezzo la cantilena
amplificata dell'imam e una lunga fila di paia di scarpe davanti
alla moschea che espone i resti e i copricapi di alcuni sultani.
http://fuoridalcoro.blogspot.com
RAIOT:
ANCHE QUI
Sabina
Guzzanti e la tanto incriminata prima puntata di RAIOT disponibile
al download
http://www.sinistrefigure.it
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