lunedì 24 novembre 2003, immerso nel brodo della cultura occidentale
"Quando qualcuno mi chiede che cosa mi ha condotto al fumetto, riesco a pensare solo a una parola: denutrizione" (Will Eisner)

Vediamo di ricominciare abbandonando il colore scuro dello sfondo, sperando che ciò contribuisca a migliorare il mio umore. La pagina del 23 novembre ha avuto almeno l'effetto di scuotermi. Vedremo. L'ho già scritto: non so più cosa rappresentino queste pagine, e non voglio aggiungere altre elucubrazioni alla mia impietosa e ricorrente autoanalisi. Ma l'idea, per lo meno l'idea di tornare a mettere il naso nelle cose, a ritrovare la curiosità perduta, a perdersi nelle storie che mi sono sempre piaciute, quella c'è: non è facile per un masso smuoversi, ma il concetto di "rimozione della pigrizia" va facendosi strada nel mio cervello, al momento in stato di (prolungata) vacanza.

   

Nei mesi passati, con fatica, ho letto anche qualche fumetto, una delle ragioni per cui queste pagine erano originariamente nate. Dunque, riprendiamo il filo di un discorso. 

  

Hicksville, ecco il luogo dove mi piacerebbe vivere. Cervello, mi senti? Ora stai sorvolando Rotterdam, che ne dici di farti un volo in Nuova Zelanda? Dall'alto la costa che devi trovare dovrebbe avere più o meno questo aspetto:

   

  

Ahhhh, non perdere troppo tempo a cercare. Purtroppo Hicksville è un luogo immaginario. Un luogo dove vengono custoditi tesori a fumetti, come "La Storia della Guerra" di Harvey Kurtzman, Il "Regno della Magia" di Wally Wood, e tante altre opere di Rodolphe Toeppfer, Winsor McCay, Jack Cole, Pablo Picasso, Garcia Lorca. Albi mai pubblicati, eccetto a Hicksville, dove "la Signorina Hicks fa una piccola tiratura per la distribuzione locale"

   

"La storia ufficiale del fumetto è una storia di frustrazione, di potenziale irrealizzato, di artisti che non hanno mai avuto l'opportunità di realizzare quel capolavoro, di storie che non vennero mai raccontate... oppure vennero epurate da supervisori dalla mentalità ristretta... un medium imprigionato in un ghetto e ignorato da innumerevoli persone che avrebbero potuto esaltarne le potenzialità. Beh, eccolo. L'altra storia del fumetto. Come sarebbe dovuta essere. I capolavori. I grandi romanzi. Le pure espressioni". E' una frase tratta dal momento cruciale del libro e pronunciata dal custode del faro di Hicksville (il luogo nella cui immensa biblioteca si racchiudono tutte le opere mai realizzate), che con la sua luce dovrebbe illuminare le menti di fumettisti ed editori. Parole rafforzate dall'introduzione di Seth: "L'industria del fumetto ha privato gli autori della possibilità di svolgere il loro reale discorso creativo. Un'industria che ha costretto grandi fumettisti a sprecare i loro talenti sfornando storie insipide per un pubblico parzialmente interessato. E' qui nella biblioteca che si può percepire la tragedia del potenziale sprecato di un medium".

   

Perché, malgrado tutto il mio amore per la letteratura disegnata, quante storie possono realmente ambire ad una definizione siffatta? Poche, purtroppo, tanto da rendere poi difficile perorare "la causa" di fronte ai dubbi degli scettici. Hicksville rientra in questa rosa ristretta, non tanto per il valore assoluto dell'opera (che anzi a tratti soffre di qualche ingenuità nei momenti di leggerezza), ma per questo suo smuovere le coscienze, questo indice metafumettistico puntato verso un comicdom che sta perdendo tutte le sue sfide più importanti: un romanzo bellissimo, sensibile nei momenti intimisti ed intrigante come un thriller, godibile per il lettore occasionale e imperdibile per il fan sfegatato, essendo le sue pagine ricche di tantissime citazioni, rimandi e topoi fumettistici (adorabili, ad esempio, le trame ad incastro e le storie nella storia che ricordano Watchmen). 

 

Se poi voi che leggete queste righe e siete (presumibilmente) appassionati di tavole a quadretti non acquistate questo libro, beh, ditemi voi come in futuro storie così geniali, opere così innovative, potranno mai essere proposte. Nemmeno Omar Martini e la sua Black Velvet si rimbarcherebbero nell'impresa. Queste storie finirebbero, come tante altre, chiuse in una libreria immaginaria, in un faro di un luogo immaginario, la luce eternamente spenta. 
E noi alla deriva, in un mare placido, con lo sguardo rivolto ad una notte senza stelle. 

 

HICKSVILLE
Dylan Horrocks
Black Velvet
Euro 20,00

  

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Buon Compleanno Alan Moore
di Smoky Man
Mentre la stampa nazionale si interessa con curiosità (su Panorama del 30/10/2003, una pagina dello Spettacolo dal titolo "Sono lo sciamano di 007") e insospettabile competenza (Carnet di Novembre intervista "Il mago dei comics" con fenomenali foto di Jose Villarrubia) alla figura dello sceneggiatore inglese, sono lieto e orgoglioso di annunciare che l'attesa edizione Italiana del libro tributo "Alan Moore: Ritratto d uno Straordinario Gentleman" (Black Velvet Editrice) è finalmente una realtà.
http://www.ultrazine.org


PAROLE ANDATE 
  

23 novembre (umore nero)

20 aprile (Blacksad)
7 aprile (Adrian Tomine)
6 aprile
(La Dottrina)

5 aprile (Alan Moore)

 


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