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Vediamo
di ricominciare abbandonando il colore scuro dello sfondo, sperando
che ciò contribuisca a migliorare il mio umore. La pagina del 23
novembre ha avuto almeno l'effetto di scuotermi. Vedremo. L'ho già scritto: non so più cosa
rappresentino queste pagine, e non voglio aggiungere altre
elucubrazioni alla mia impietosa e ricorrente autoanalisi. Ma
l'idea, per lo meno l'idea di tornare a mettere il naso nelle cose,
a ritrovare la curiosità perduta, a perdersi nelle storie che mi
sono sempre piaciute, quella c'è: non è facile per un masso
smuoversi, ma il concetto di "rimozione della pigrizia" va
facendosi strada nel mio cervello, al momento in stato di
(prolungata) vacanza.
Nei
mesi passati, con fatica, ho letto anche qualche fumetto, una delle
ragioni per cui queste pagine erano originariamente nate. Dunque, riprendiamo il filo di un discorso.
Hicksville,
ecco il luogo dove mi piacerebbe vivere. Cervello, mi senti? Ora
stai sorvolando Rotterdam, che ne dici di farti un volo in Nuova
Zelanda? Dall'alto la costa che devi trovare dovrebbe avere più o
meno questo aspetto:

Ahhhh,
non perdere troppo tempo a cercare. Purtroppo Hicksville è un luogo
immaginario. Un luogo dove vengono custoditi tesori a fumetti, come
"La Storia della Guerra" di Harvey Kurtzman, Il
"Regno della Magia" di Wally Wood, e tante altre opere di
Rodolphe Toeppfer, Winsor McCay, Jack Cole, Pablo Picasso, Garcia
Lorca. Albi mai pubblicati, eccetto a Hicksville, dove "la
Signorina Hicks fa una piccola tiratura per la distribuzione
locale".
"La
storia ufficiale del fumetto è una storia di frustrazione, di
potenziale irrealizzato, di artisti che non hanno mai avuto
l'opportunità di realizzare quel capolavoro, di storie che non
vennero mai raccontate... oppure vennero epurate da supervisori
dalla mentalità ristretta... un medium imprigionato in un ghetto e
ignorato da innumerevoli persone che avrebbero potuto esaltarne le
potenzialità. Beh, eccolo. L'altra storia del fumetto. Come sarebbe
dovuta essere. I capolavori. I grandi romanzi. Le pure
espressioni". E' una frase tratta dal momento cruciale del
libro e pronunciata dal custode del faro di Hicksville (il luogo
nella cui immensa biblioteca si racchiudono tutte le opere mai
realizzate), che con la sua luce dovrebbe illuminare le menti di
fumettisti ed editori. Parole rafforzate dall'introduzione di Seth: "L'industria
del fumetto ha privato gli autori della possibilità di svolgere il
loro reale discorso creativo. Un'industria che ha costretto grandi
fumettisti a sprecare i loro talenti sfornando storie insipide per
un pubblico parzialmente interessato. E' qui nella biblioteca che si
può percepire la tragedia del potenziale sprecato di un
medium".
Perché,
malgrado tutto il mio amore per la letteratura disegnata,
quante storie possono realmente ambire ad una definizione siffatta?
Poche, purtroppo, tanto da rendere poi difficile perorare "la
causa" di fronte ai dubbi degli scettici. Hicksville rientra in
questa rosa ristretta, non tanto per il valore assoluto dell'opera
(che anzi a tratti soffre di qualche ingenuità nei momenti di
leggerezza), ma per questo suo smuovere le
coscienze, questo indice metafumettistico puntato verso
un comicdom che sta perdendo tutte le sue sfide più importanti: un
romanzo bellissimo, sensibile nei momenti intimisti ed intrigante
come un thriller, godibile per il lettore occasionale e imperdibile
per il fan sfegatato, essendo le sue pagine ricche di tantissime
citazioni, rimandi e topoi fumettistici (adorabili, ad esempio, le
trame ad incastro e le storie nella storia che ricordano Watchmen).
Se
poi voi che leggete queste righe e siete (presumibilmente)
appassionati di tavole a quadretti non acquistate questo libro, beh,
ditemi voi come in futuro storie così geniali, opere così
innovative, potranno mai essere proposte. Nemmeno Omar Martini e la
sua Black Velvet si rimbarcherebbero nell'impresa. Queste storie
finirebbero, come tante altre, chiuse in una libreria immaginaria,
in un faro di un luogo immaginario, la luce eternamente
spenta.
E noi alla deriva, in un mare placido, con lo sguardo rivolto ad una
notte senza stelle.
HICKSVILLE
Dylan Horrocks
Black Velvet
Euro 20,00
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