domenica 30 novembre 2003,  immerso nel brodo della cultura occidentale

Non so se i fumetti mi salveranno, ma leggere due storie come quelle che ho divorato questa settimana (io, che da tempo non riesco a leggere che poche righe prima che i miei occhi, la mia testa o il mio cuore decidano di averne abbastanza) per lo meno mi procura una spinta ulteriore ad uscire da questo tunnel esistenziale nel quale mi sono andato ad incastrare. I segni di risveglio, prima fra tutti la "rinascita" di queste pagine, lasciano ben sperare. A chi malignamente facesse notare che la pagina è tornata ad essere abbastanza scura, dico che è solo per mere esigenze estetiche (oddio, all'inizio anche questo testo era bianco su nero, poi vi ho voluto almeno un po' di bene). Del resto, ciò di cui vi scriverò non lascia molto spazio a pensieri men che cupi (eddai !!!). A cominciare dal titolo.

 

BLACK HOLE (volume 1) di Charles Burns mi ha colpito al cuore, o se volete (facile, questa), risucchiato in un buco nero. Impossibile non rimanere affascinati dall'intreccio che uno dei più grandi maestri del fumetto contemporaneo ha tessuto fondendo incubi metropolitani, deliri psichedelici, storie horror sixties e soap opera adolescenziale. Piacerebbe a David Lynch, l'atmosfera morbosa e sensuale di questo splendido fumetto, mentre David Cronenberg sarebbe rapito dalla magnifica ossessione per la mutazione del corpo, per la trasformazione in qualcosa d'altro, per il lento indugiare sulle diversità, quelle che il nostro occhio cerca di evitare, ogni giorno, perso in concetti di normalità assurdamente abnormali ma talmente codificati nelle nostre coscienze da risultare difficili da rimuovere. I mutati di Black Hole sono più veri e reali di qualsiasi mutante x di marvelliana memoria, e proprio per questo è più difficile e meno immediato entrare in empatia con loro. Non c'è benemale puro: ci siamo noi, coi nostri momenti di cattiveria infinita e gli iperbolici slanci di generosità e altruismo. Burns, col suo bisturi affilato, squarta questa normalità fatta di pensieri banali ed edulcorati, il suo velo umido e soffocante, e nel raccontare una storia di giovani sbandati perennemente sballati dalle droghe e dall'alcool, ci esorta a cercare qualcosa d'altro che le solite cose. In questi tempi di montante voglia di creare barricate e nuovi muri, è proprio impossibile non ascoltare le parole giuste, da ovunque provengano. La sceneggiatura fa faville (da tempo non leggevo qualcosa di così tanto meccanicamente perfetto) e se non vi bastano le parole, vi dico che ogni tavola di questo volume è un vero gioiello, un bianco e nero splendido da cui è difficile non rimanere abbagliati. Perfetta, come sempre, la cura editoriale Made in Coconino.

  

Dopo un volume di cui aspettavo la pubblicazione italiana da tempo, ecco una piacevolissima sorpresa: EHI, ASPETTA... di John Arne Saeteröy, in arte Jason. Il trentottenne norvegese, presentato per la prima volta in Italia dai tipi della Black Velvet, mi ha stupito con una storia delicata e triste che mi ha scosso profondamente. Una storia che parte lenta e che pare inconcludente, tanto sono insignificanti, apparentemente, gli episodi che vengono descritti. Si racconta la vita quotidiana di due giovani animali antropomorfi attraverso piccoli flash, vividi e intensi: gli scherzi innocenti, i pomeriggi di noia, l'incerta scoperta dei primi istinti sessuali, le mattinate a scuola disegnando Batman sul quaderno invece di ascoltare la lezione, la paura dei bulletti del quartiere, il dolce far niente nella propria cameretta. Raccontato così, Ehi, aspetta... potrebbe quasi essere assimilato a Calvin & Hobbes. Invece, in uno dei tanti momenti di spensieratezza, qualcosa cambia. Ci sono due tavole, quelle che vedete sulla destra, che segnano una svolta definitiva e drammatica. Nella prima è rappresentata una carrellata nella stanza di uno dei due ragazzi, e si scorgono nell'ordine: un teschio (la morte rappresentata nel più classico degli stereotipi) usato a mo' di candelabro, come può fare solo un fanciullo con un animo sereno e ludico, non inquinato dalle ansie dell'età adulta; un pallone, ovvero la prorompente voglia di fisicità dell'età adolescenziale; un cannocchiale, l'instancabile curiosità per il mondo che ci circonda; un fumetto, la fantasia senza freni; un abbozzo di tavola a quadretti, le aspirazioni per un futuro che non sia solo cartellino e taylorismo; un modellino di aeroplano, la voglia di volare alto, e ancora più alto, verso un futuro che non potrà che essere radioso. Nella seconda tavola, piove, piove forte, a lavar via le lacrime di una tragedia quasi incompresa, una perdita non ancora metabolizzata, scacciando tutti i pensieri più sereni; è un'acqua che ti entra nella carne, ti penetra nelle ossa. Uno starnuto, e di colpo tutto cambia: si è più grandi, e occorre remare.
Una bellissima storia: intensa, lirica, poetica. 

 

E per chiudere il blog di oggi, segnalazione più che dovuta per un racconto che ho letto in questo fine settimana intensissimo: DESTINATARIO SCONOSCIUTO di Katherine Kressmann Taylor.

  

Monaco, Germania e San Francisco, USA, tra il 1932 ed il 1934. Una corrispondenza tra due amici di origine tedesca, uno rientrato da poco in patria e l'altro, ebreo, rimasto negli Stati Uniti a curare la galleria d'arte della quale sono entrambi proprietari. Lettere da cui trasuda una grande complicità, un rapporto che parrebbe più di fratellanza che di amicizia. Poi, improvvisamente, il liberale Martin Schulse viene affascinato dai nascenti ideali nazisti, che iniettano nuova linfa vitale a un popolo sconfitto e demoralizzato. Adolf Hitler, una scossa elettrica che presto folgorerà il mondo. E il tono delle lettere muta, radicalmente. Fino ad incrinare definitivamente quell'amicizia così apparentemente salda, giungendo ad un sorprendente, amarissimo epilogo. Come si legge in quarta di copertina, il racconto, pubblicato per la prima volta in America nel 1938, rappresentò con lucida chiaroveggenza il clima di spietato razzismo in cui maturò l'Olocausto.

In questi giorni di sangue, con l'odio organizzato che monta, leggiamo queste parole con un brivido nella schiena.

 

BLACK HOLE (volume 1)
Charles Burns
Coconino Press
Euro 13,50
www.coconinopress.com

 

EHI, ASPETTA...
Jason
Black Velvet
Euro 7,00

 

DESTINATARIO SCONOSCIUTO
Katherine Kressmann Taylor
BUR "LA SCALA" (RCS LIBRI)
Euro 4,00
www.rcs.it/rcslibri/rizzoli/_minisiti/taylor/home.htm

 

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Buon Compleanno Alan Moore
di Smoky Man
Mentre la stampa nazionale si interessa con curiosità (su Panorama del 30/10/2003, una pagina dello Spettacolo dal titolo "Sono lo sciamano di 007") e insospettabile competenza (Carnet di Novembre intervista "Il mago dei comics" con fenomenali foto di Jose Villarrubia) alla figura dello sceneggiatore inglese, sono lieto e orgoglioso di annunciare che l'attesa edizione Italiana del libro tributo "Alan Moore: Ritratto d uno Straordinario Gentleman" (Black Velvet Editrice) è finalmente una realtà.

http://www.ultrazine.org

Charles Burns


Jason



PAROLE ANDATE 

   
  
24 novembre (Hicksville)

23 novembre (umore nero)

20 aprile (Blacksad)
7 aprile (Adrian Tomine)
6 aprile
(La Dottrina)

5 aprile (Alan Moore)

 


Stanza101, volume uno

Stanza101, volume due

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ICQ: 310440707


 
 

 

 

 

 

  
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