sabato 5 aprile 2003, immerso nel brodo della cultura occidentale


Stamattina mi sono alzato e alla tv un vecchio generale in pensione spostava carri armati e aerei in miniatura su una cartina dell'Iraq. Una notizia dell'ultima ora diceva che gli alleati avevano "approfittato di un'occasione" e si trovavano con forze consistenti all'interno di Bagdad. Al generale non pareva vero allungare le frecce appena abbozzate col pennarello, dare loro una curvatura a tenaglia, tank che con la velocità di Schumacher fendevano carni e quartieri nella loro morsa. Nel giro di un secondo, mentre controvoglia inzuppavo qualcosa nel caffelatte ormai raffreddato, in video è comparso un cuoco con una ricetta bella e gustosa, da preparare in cinque minuti e che vi farà fare un figurone con gli amici. 

     

Torno a scrivere delle righe dopo l'ennesimo ripensamento nella struttura della stanza, in un disperato tentativo di riorganizzare la mia mente (e il mio corpo) dopo anni di totale chiusura verso l'esterno, di un'invisibilità cercata ma sofferta.

Poi, ricevi mail come queste, che ti svegliano dal torpore, che ti fanno bene:

 

Ciao Max,
non mi conosci ed è la prima volta che scrivo.
Ricordo bene lo sconforto nel leggere le righe che comunicavano la chiusura della stanza alcuni mesi fa e l'idea sempre più convinta che si radicava in me che le cose di valore e buon gusto oggigiorno non vengano più apprezzate ma considerate addirittura invadenti e fastidiose. 

Ricordo ancora meglio e decisamente con più gusto il trasporto che accompagnava la lettura delle vostre recensioni e la soddisfazione riscontrata nel ritrovare nelle tavole le stesse emozioni descritte dalla stanza e al contrario le discussioni con un mio amico proprietario di una fumetteria allorchè i nostri pareri non coincidevano con i vostri e il nostro sentirci a disagio descritto da una frase oramai classica -eppure la stanza dice il contrario...-

Oggi ancora sento la mancanza di un punto di riferimento nel mare delle pubblicazioni e da molto non cliccavo più sul sito con la speranza di vedervi ricomparire come per magia.
Con sollievo debbo dire ho preso coscienza del tuo diario egocentrico, per spiegarti ho provato la stessa sensazione di quando si riparla con un vecchio compagno di liceo e si constata che il tempo non ha consumato la vecchia complicità. 

Naturalmente sono subito corso ha comperare verso l'america di Baru trovandolo ottimo mentre il romanzo di Gaiman e Powers li avevo da tempo tra i miei scaffali. 

Forse nemmeno leggerai questa mail, o magari ne riceverai molte simili ma mi sembrava giusto salutarti spronandoti a continuare. E come dice quel mattacchione di Neil degli dei che esisono finchè sono venerati anche la stanza continuerà ad esistere perchè in molti la ricordiamo con nostalgia.

Federico

    

E quindi, rieccomi. Non aspettatevi un sito dedicato ai fumetti, non solo. Se volete, non si tratta neppure di un sito, ma di un diario elettronico. I blog saranno anche una moda, ma rappresentano forse l'ultima battaglia per la democrazia in Internet, permettendo alle persone di esprimersi, nell'universale afflato che ci accomuna: comunicare. Solo i prossimi mesi diranno se avrò la forza, il tempo, la costanza per rendere vive queste pagine, e non un foglio statico fatto di bit persi da qualche parte nella rete.

    

Si, Max, ora però basta con questo fiume logorroico, andiamo al sodo, eh? Un vecchio lettore della stanza101 dovrà pur meritarsi, solo per essersi ripresentato casualmente qui, qualche considerazione su questo o quel fumetto, no?

     

Già. E allora partiamo con un pezzo grosso: Alan Moore. Nei mesi scorsi gli amici di Black Velvet (ciao Omar & Luca, sono tornato alla luce! prima o poi mi faccio sentire, giuro!) ci hanno regalato lo splendido SACCO AMNIOTICO, riproposizione su carta di una delle performance teatrali del maestro di Northampton. Ecco, in molte delle pagine (illustrate da un efficacissimo Eddie Campbell), ho trovato lo stesso spleen che mi ha attanagliato in questi anni, quella depressione costante e malinconica che lacera le anime di chi cerca ancora, con fatica, di pensare. Definire SACCO AMNIOTICO un fumetto sarebbe perciò riduttivo: perché è biografia, trattato sociologico, enciclopedia sulla comunicazione e sul media fumettistico. Un albo che indaga sul senso della vita, partendo da un tono quasi documentaristico sulla realtà sociale britannica di questi anni (universo) e la morte della madre di Moore (microcosmo personale) fino a giungere, in una spirale a ritroso di parole e immagini frantumate (quanto di più bello, profondo ed emozionante abbia potuto leggere negli ultimi mesi), al Big Bang che tutto ha generato e alla parallela venuta alla luce dell'esserino Moore, al suo fuoriuscire dal dolce tepore del sacco amniotico. L'opera svolta sul disfacimento del linguaggio mano a mano che si passa dall'età adulta a quella pre-verbale dimostra ancora una volta la grandezza di un autore che riesce a passare con disinvoltura da tematiche adulte e complesse a comunque affascinanti e mai banali divertissment in zona supereroistica.

     

Di contorno, non lasciatevi sfuggire ALAN MOORE - Biografia, testi, fotografie, sempre edita dai tipi di Black Velvet, in collaborazione con il mitico smoky man di Ultrazine. Ottima biografia scritta da Lance Parkin e arricchita nell'edizione italiana da alcune succose appendici, come ad esempio la trascrizione della sceneggiatura completa del primo numero di  Marvelman (interessante soprattutto per i tanti aspiranti sceneggiatori sparsi in giro per il mondo) e un'ottima intervista con Moore su musica, magia, performance e Storia.


Informo, a beneficio di chi me lo ha chiesto in passato e a cui non ho mai, con colpa, risposto, che la vecchia Stanza101, così come si è chiusa, freezzata e stecchita, si può consultare cliccando qui

Probabilmente, avendo spostato tutto il sito su un'altra cartella, potrebbero esserci molti link irraggiungibili. 
Fatemi sapere e farò il possibile per correggere gli errori.



Per quanto riguarda la seconda incarnazione, che ha avuto vita brevissima, le pagine sono consultabili cliccando qui

 

 

SACCO AMNIOTICO
Alan Moore, Eddie Campbell
Black Velvet, 5 euro

 



ALAN MOORE
 Biografia, testi, fotografie

Lance Parkin
a cura di 
Omar Martini e smoky man
Black Velvet
, 10 euro


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