Comunicato Stampa Lexy del 30 ottobre 2000
UN MERCATO SCORRETTO
di Dario Gulli

Sono l'ultimo arrivato per sentenziare, esprimere impressioni o sputare veleno sul mondo del fumetto; ma pochi mesi di attività editoriale sono sufficenti perchè io, come rapprentante di un gruppo da anni ormai consolidato nelle varie discipline artistiche, possa dire la mia almeno in merito a due argomenti: concorrenza e amore per il proprio lavoro.
Credo che la giusta competizione fra aziende in un libero mercato possa giovare al prodotto e di conseguenza a chi ne fruisce; non credo invece che una spiacevole e scorretta concorrenza sia segno di intelligenza imprenditoriale. Mi sono bastati pochi decine di giorni per vedere gente inventarsi con creatività (che se impiegata in senso artistico avrebbe portato ad onorificenze inimmaginabili) idiozie e cattiverie sulla Lexy, con la speranza di vederla danneggiata nella manierà più vecchia del mondo: economicamente.
E' spiacevole pensare che editori (a cui non si intende rubare nulla) siano disposti a utilizzare  macchinazioni subdole (come cercare di mettere zizzanie con partner) per poter accapararsi (nel migliore dei casi) un fumetto che venda qualche centinaio di copie. E' altrettanto spiacevole la lotta in corso fra i vari distribitori per librerie (poco importa chi ha ragione); l'effetto è uno: danneggiamento per i piccoli editori.
Personalmente potrei fregarmene, scrivo  tanto (che è ciò che mi rende felice) e dirigo un'azienda che produce cartoni animati, film e format per il mercato internazionale. Di certo la svolta imprenditoriale non la si cerca pubblicando un'opera di Russell. Se, insieme ai miei soci, ho deciso di intraprendere anche questo tipo di attività e per quell'amore verso un'arte che ci ha cresciuti come il migliore dei genitori e che ci porterà alla vecchiaia come il migliore dei compagni di viaggio. Per queste ragioni, credo che difficilmente qualcosa possa cambiare nella nostra "bell'Italia".
Amici e colleghi di altre nazioni, mi invitano a coprodurre con loro, altri, dello stesso paese, lo fanno già. In Italia questa è solo un'utopia. Da parte mia ribadisco il mio invito agli amici che conoscono le mie intenzioni:  abbassate i propri muri! Una co produzione non è solo un buon investimento, ma è anche un modo per incontrarsi. La Lexy co produce ogni anno circa dieci prodotti con imprenditori italiani ed esteri (che sanno anche essere dei concorrenti leali). Perchè ciò è così improbabile in Italia nel mercato del fumetto? 
E' ovvio che per attuare ciò, l'amore per il proprio lavoro deve stare alla base e non il semplice arrivismo. Questa è anche una delle tanti ragioni per cui la Lexy ha scelto di non partecipare alle varie mostre. Non è intenzioni dell'azienda che dirigo stare dentro un gioco che, come ne Le Panne di Durrenmatt, è difficile perseguire la verità, dove si giunge al paradosso di praticare giustizia solo attraverso l'ingiustizia.
Le mostre sono un luogo di incontro e la Lexy li inventa i luoghi di incontro, ma non è disposta a presenziare manifestazioni con questo spirito e tantomeno (in alcuni casi) con queste organizzazioni. Il fumetto non è solo merce. E' mia (nostra) intenzione divertirmi e divertire con il fumetto! Sia inteso che brave persone stanno dietro sia alle pubblicazioni che leggiamo che alle organizzazioni delle fiere a cui presenziamo, ma talvolta bastano pochi  "esseri" al posto giusto per creari dissapori.
Non è mia intenzione aprire polemiche, semmai chiarire le nostre intenzioni, se non altro ai lettori che spendendo anche 3500 lire per una nostra pubblicazione, ci dimostrano fiducia e apprezzamento. Comunque, l'unica mia speranza è che avvenga davvero una coesione (anche umana se non imprenditoriale) fra gli addetti al settore.

"Lei non ha motivo di vergognarsi. Conosco la vita, non mi meraviglio più di nulla. Quanti destini mi sono passati accanto, quanti abissi mi si sono spalancati davanti agli occhi!"

Friederich Durrenmatt : Le panne.

distinti saluti
lexy


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