Inauguriamo lo spazio Oldies, dove presenteremo, nei momenti di "bonaccia editoriale", opere secondo noi fondamentali, che meritano la lettura e la rilettura, oppure semplicemente dimenticate sui banchi delle fumetterie, sommerse nella frenesia e nel turbillion caotico delle tavole a quadretti.
Vogliamo che partecipiate a quest'opera di riscoperta: scrivete piccole recensioni, ed inviatecele a stanza101@cdh.it. Le migliori appariranno sulle nostre pagine web.
  


V for Vendetta
Alan Moore, David Lloyd


Anno 1997.
Un'Inghilterra governata col pugno di ferro da un'estremizzazione del governo conservatore; il Primo Ministro schiavo/padrone di una stanza di Orwelliana memoria, colma di monitor dai quali riesce a controllare la succube popolazione; un pericolo per la stabilità del regime, portato da un personaggio che indossa la maschera di Guy Fawkes (il cospiratore della Congiura delle Polveri che tentò di far saltare il Parlamento britannico) e che compie attentati nei confronti dei dirigenti del partito unico... Tutto questo, e molto altro, è V FOR VENDETTA.

Alan Moore, in un articolo apparso sulla rivista britannica Warriors (dove l'opera fu pubblicata in origine) spiega la gestazione della storia: "Partendo dal postulato che i conservatori avrebbero ovviamente perso le elezioni del 1983, cominciai a lavorare su un futuro basato sull'arrivo al potere dei laburisti, che facevano togliere tutti i missili americani dal suolo inglese e così evitavano all'Inghilterra di diventare uno dei principali obiettivi in caso di guerra nucleare. In modo fastidiosamente poco difficoltoso fu facile per me disegnare il corso degli eventi da questo fino alla vittoria dei fascisti nell'Inghilterra post-olocausto degli anni 90". E riguardo alle sue influenze: "Una notte feci una lunga lista di concetti che volevo riflettere in V, muovendomi dall'uno all'altro con delle rapide associazioni di idee che avrebbero fatto correre al freno d'emergenza qualsiasi psichiatra. La lista era qualcosa del genere: Orwell, Huxley, Disch, Judge Dredd, "Pentiti Arlecchino, disse l'uomo del tic-tac", "Catman" e "Prowler in the city at the edge of the world" di Harlan Ellison, "L'abominevole Dottor Phibes" ed "Oscar insanguinato" di Vincent Price, David Bowie, The Shadow, Nightraven, Batman, Farhenheit 451, gli scritti di fantascienza della scuola di New Worlds, il dipinto di Max Ernst "L'Europa dopo le piogge", Pynchon, l'atmosfera dei film inglesi della seconda guerra mondiale..." .

David Lloyd disegna un'Inghilterra cupa e nebbiosa, in tavole dai colori slavati e chiaroscuri fotografici che non attraggono immediatamente ma che, con lo snodarsi dell'efficacissima narrazione, paiono alla fine l'unico, intelligente espediente per illustrare la malinconica storia scritta dal grande Alan.
Alan Moore, proprio lui. Eccelso sceneggiatore che qui, forse, tocca il picco massimo della sua carriera, superando persino quell'opera omnia di rivisitazione supereroistica che è Watchmen. Se possibile, infatti, V for Vendetta è una storia ancor più graffiante, più triste e coinvolgente, più attuale e realistica: un romanzo a fumetti di rara intensità e bellezza. 

V for Vendetta è stato pubblicato in Italia come inserto staccabile da raccogliere in un cofanetto ad hoc (vedi foto a dx) nei numeri 4, 5, 6, 7, 8, 9 di Corto Maltese annata 1991; è stato poi stampato in volume dalla stessa Milano Libri nel 1994 (al prezzo di lire 28.000) con alcune tavole aggiuntive apparse nella prima edizione inglese pubblicata su Warrior Magazine.

 Ndr. i brani citati sono estrapolati
dalla vecchia ma gloriosa fanzine Blade Runner
 


Il Vostro Parere su V for Vendetta:

Quando V for Vendetta usciva in allegato a Corto Maltese, io avevo dieci anni e lo leggevo (a scrocco) in camera di mia zia, distesa sul suo letto. Ricordo che faceva molto freddo, e questo accentuava il senso di straniamento che produceva in me quel fumetto. Non ero sicura di capirlo bene (e infatti era così), ma ero irresistibilmente attratta da quei disegni densi e cupi, dalla storia ambientata in un futuro fin troppo vicino, dal fatto che la protagonista avesse, in definitiva, la stessa età che avrei avuto io nel 1997. Ma soprattutto è rimasta impressa nei miei ricordi la maschera di V, una figura che è entrata di prepotenza nel mio immaginario. Negli anni seguenti mi è capitato di rileggere V for Vendetta, di comprenderlo meglio. Ma per me resterà sempre un ricordo d'infanzia, nonostante non sia certo pensato per i bambini, e una delle molle che hanno fatto scattare in me una irriducibile passione per il fumetto.
Elisa

POSSEGGO L'EDIZIONE DELLA MILANO LIBRI DA 28000... BEN FATTA...MA è DELL'OPERA CHE URGE PARLARE: CLAUSTROFOBICA DOVE NEANCHE IL FINALE LASCIA SCIVOLAR VIA LA CRISI CHE APRIREBBE ALLA LASCIVIA UMANA DELLE STRADE D BARBONI E TOSSICI, MA LIBERI!!!
"V" è PERFETTA MASCHERA ARCHITETTATA DA MOORE: UN ESPERIMENTO MAL RIUSCITO? LA FORZA D'ANIMO CONTRO IL PILASTRO SOCIALE SOVERCHIATORE DI ESPRESSIONE? NON SO RISPONDERE A CIO' SOLO CONGETTURARE...BELLA OPERA DA RILEGGERE NEL CORSO DEGLI ANNI.
Giovanni Esposito
 


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