Gen di Hiroshima
Keiji Nakazawa
Planet Manga, #1-2-3 lire 20.000, #4 lire 25.000

E' un sussidiario del dolore, Gen di Hiroshima. Il manga autobiografico di Keiji Nakazawa č infatti quasi didattico nel far vivere al lettore le indicibili sofferenze patite dai sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima, nulla nascondendo, nulla glissando delle atrocitą che i loro corpi, i loro occhi e le loro anime hanno dovuto patire.

Troppo facile accostare questo manga a Maus di Art Spiegelman, e radicalmente sbagliato: se Nakazawa, infatti, ha fini essenzialmente educativi tesi ad instillare nelle giovani generazioni l'orrore della guerra, l'autore americano parte da presupposti molto diversi. Nell'intervista pubblicata sul Mucchio Selvaggio n. 424, ad esempio, afferma infatti: "La storia che mi appassionava era il passato dei miei genitori, e il mio rapporto con loro attraverso questo passato. Non ha niente a che vedere con la condivisione del dolore. Maus non č nato per una spinta didattica e filantropica".

La storia, divisa in quattro volumetti, vede come protagonisti principali i membri della famiglia Nakaoka, e soprattutto il giovane Gen, irriducibile lottatore per la sopravvivenza, che non si arrende di fronte alla spietatezza degli esseri umani, al dolore della perdita, alla desolazione dell'animo. E trova la forza di entusiasmarsi e sorridere alla vita, quando ne ha occasione.

Il manga, in sč, non sarebbe nulla di eccezionale: il fine pedagogico inficia non poco la narrazione ed alcune scene comiche e infantili sembrano cadere a sproposito nell'atmosfera plumbea creata da Nakazawa, risultando difficilmente comprensibili per un occidentale. I disegni, poi, risentono del tempo (Barefoot Gen fu pubblicato in forma seriale tra il 1972 ed il 1973 su Shukan Shonen Jump). Ma č una testimonianza, cruda e spietata, di chi ha vissuto quest'incubo infernale: un tentativo di mostrare gli abissi pił profondi dell'umanitą e nel contempo fornire un briciolo di speranza per il futuro. 

Fa male al cuore, Gen di Hiroshima. 
Aprite gli occhi, asciugate le lacrime, e non dimenticate.

le immagini ©  Keiji Nakazawa/Last Gasp - Panini


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