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Il Figlio di Superman Il crimine è in calo grazie all'opera di un'invecchiata Justice League stipendiata dal governo, i cui membri (non tutti, per fortuna) hanno ceduto alle lusinghe del dio dollaro (fa male sentire Aquaman affermare che "Atlantide sta facendo più soldi oggi col turismo di quanto non abbia mai fatto con le alghe") ed alle diaboliche insidie di Lex Luthor, invisibile burattinaio alle loro spalle. Per le strade, gli unici problemi sono dati da terroristi (?) che cercano di sovvertire lo status quo di "verità, giustizia e valori americani" sfruttando il nome del supereroe per antonomasia. In questo triste scenario qualcosa accade, e una tempesta solare di forte entità scatena i poteri del giovane figlio di Clark Kent e Lois Lane. E poi, se Superman è risorto dallo scontro con Doomsday, perchè non nutrire la speranza che possa tornare, che qualcosa cambi in una società che sta distruggendo sè stessa? Howard Chaykin e David Tischman scrivono un piacevole Elseworlds, giocando con il lettore attraverso una serie di citazioni più o meno velate: splendida ad esempio la scena in cui il figlio di Superman, per la prima volta in azione, solleva una macchina allo stesso modo nel quale molti anni prima aveva fatto il padre, immortalato addirittura in una delle più famose cover della storia dei comics americani, quella di Action Comics #1 (più sotto il confronto...).
Ottimi, per concludere, i
disegni di J.H. Williams III e Mick Gray, che richiamano non poco alla mente per costruzione della tavola
e gusto retrò il Tony Harris di Starman.
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