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Riporto quanto scritto nelle note biografiche di Stefano Tamiazzo, stampate in apertura di volume: "Stefano Tamiazzo vince a Prato, all'unanimità, il concorso riservato ai giovani autori di fumetto e, nonostante in giuria ci sia il gotha del fumetto italiano, non riesce a pubblicare su nessuna rivista e per nessuna casa editrice a causa del suo segno definito "troppo giapponese" (...) Tamiazzo ripara all'estero, dove approda sulle pagine di Animerica e, da lì, su quelle della casa editrice Kodansha, dove, unico tra gli europei, vince un concorso per giovani autori. Ritornato in Europa, lascia copie dei suoi lavori alla casa editrice Glénat, dove viene notato dallo sceneggiatore Morvan che lo vuole per il progetto "La Mandiguerre"...".
Grazie
alle Edizioni Bande Dessinée, dunque, ecco arrivare la traduzione del primo
albo della saga La Mandiguerre, frutto della collaborazione di Tamiazzo
con il rampante sceneggiatore francese Jean-David Morvan, di cui in Italia
abbiamo già letto H.K. (Cult Comics), Troll e Sillage (sempre
per Bande Dessinée). I Vapori del Vuoto risulta, proprio per la sua
essenza di introduzione a un nuovo universo narrativo, di difficile valutazione:
Morvan mette le basi per la costruzione della storia attraverso la presentazione
dei personaggi principali e del background storico e sociale, che mixa
coraggiosamente la space opera più classica con atmosfere da guerra di
trincea. La storia scorre lieve, non impressionando particolarmente, ma in qualche misura affascinando proprio per l'originalità delle atmosfere un po' retrò. Tamiazzo, specie nelle scene di volo, rende reiteratamente omaggio al maestro Hayao Miyazaki, ma a noi personalmente il suo stile in bilico tra linea chiara e anime non ha convinto del tutto. Ma, ne siamo certi, troverà tra il pubblico entusiasti estimatori. le immagini © Guy Delcourt Productions - Edizioni Bande Dessinée |
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