Nathan Never #120
Infiniti Universi

Michele Medda, Roberto De Angelis
Sergio Bonelli Editore, lire 3.800

Sono passati dieci anni. Permettete al vostro recensore uno sguardo atipico a questo centoventesimo numero di Nathan Never: del resto chi ci segue regolarmente sa cosa aspettarsi dai nostri resoconti di lettura... Da alcuni siamo stati accusati di fare recensioni poco tecniche, parlando a volte troppo poco di sceneggiature e disegni. Opinione in fin dei conti condivisibile, visto che è frutto di una nostra scelta ben precisa: preferiamo infatti soffermarci maggiormente sulle emozioni che queste storie ci trasmettono, sui ricordi indelebili legati alla loro lettura.

Dieci anni fa, appunto.
Ricordo il tam tam del marketing azionarsi nei mesi precedenti l'uscita del primo albo, il sapiente diluire notizie ed anticipazioni. Ricordo l'ansia dei fan di casa Bonelli, la sensazione di avere di fronte un altro pezzo da novanta, un nuovo successo in stile Dylan Dog
E poi ricordo un'afosa giornata pisana, la consueta routine tra facoltà e ferrovia spezzata dalla visione del numero uno all'edicola della stazione. Perso nella borsa di studente per un'intera giornata, tra un libro di economia ed appunti di tecnica industriale, eccolo spuntare tra le mie mani nel viaggio di ritorno verso casa, divorato da un me stesso dieci anni più giovane. E altri momenti, flashback di vita che ora, a ripensarci, divengono struggenti e un po' malinconici. Attimi di serenità nell'ultimo soggiorno con i genitori in campagna, accompagnato da una pila di Nathan Never arretrati, spiagge assolate con walkman, NN e Lanciostory, l' ordine di acquisto alla libreria Alessandro di Bologna per avere il mitico numero zero originale e l'ansia provata nel ricevere il pacco postale: la passione per i fumetti che si alimentava come un fuoco, bruciante e mai più spenta.
Dieci anni, e Nathan Never ne ha fatta di strada, la sua vita è cambiata, come la mia del resto. Altre letture hanno lasciato cadere l'Agente Alfa nel dimenticatoio, da dove ogni tanto rispunta per una lettura occasionale, come un amico che non si vede da tanto tempo ma ti fa piacere ritrovare sulla tua strada. 

Questo Infiniti Universi gioca su uno dei topoi classici della letteratura fantascientifica (quello degli universi paralleli), per ripercorrere i momenti passati della vita di Nathan, mostrandoci visioni alternative, what if... che una volta tanto sono funzionali al racconto, e non un mero clichè speculativo. Tra questi, lo spiritoso Medda si inventa un Nathan Never scrittore, autore della seria The Island Trio, tre agenti speciali sardi riconoscibilissimi... E a chi gli rimprovera eccesso di citazioni, Nathan scrittore mostra il dito medio alzato, in un misto di autoironia condita con un pizzico di veleno.

Dieci anni di letture, e alla fine cosa resta?
Ricordi preziosi. Emozioni perdute. Qualche momento.

le immagini © Sergio Bonelli Editore


Il vostro parere su Nathan Never #120: Infiniti Universi

Per chi come me segue l'agente Alpha dal numero zero, la lettura del numero celebrativo di NN trasmette la sensazione di far parte di un club esclusivo perche' tutti i riferimenti alle avventure passate sono conosciuti, ma tale sensazione lascia il posto a un po' di insoddisfazione (che forse tradisce l'ambizione di essere nei panni di Serra) per come venga gestita la continuity in casa Bonelli. NN e Martin Mystere sono sicuramente i due personaggi che hanno conosciuto la maggiore evoluzione nel corso della loro storia, pero' sembra sempre mancare il coraggio per un passo definitivo.
Parlare di "gattopardismo fumettistico" sara' esagerato ma possibile che dopo la fine della sottotrama su sua figlia, dopo la vicenda Alfa e la morte di Reiser (?), la serie continui identica a se stessa? Possibile che Baginov venga riaccettato come niente fosse? Che a Nathan non manchi sua figlia? Le realta' alternative a mio avviso sono il topos ideale proprio per andare nella direzione inversa, consentono di trasformare il personaggio e di tornare allo status quo ante, quando invece la grandezza del personaggio e' data dallo sviluppo di tutte le potenzialita' del personaggio, potenzialita' che - a credito di Serra e della Bonelli - si sono intuite fin dal primo numero.
Gianluca Zanini

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