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Hanno
Ucciso Wild Bill
Hermann
Alessandro Editore, lire 32.000
Hermann
č il mio disegnatore preferito. Ho una venerazione per lui.
A Lucca 99', una Lucca felice per me anche per altri motivi, ricordo il Maestro
sorridente, che disegna con tratti morbidi un paggio medievale sulla mia copia
di Assunta. Mi fa una dedica, e quel volume č ormai un
personalissimo cult, ben protetto nella mia straripante libreria. E'
un'emozione, dunque, leggere ogni nuova sua opera, perdersi nelle tavole
dettagliatissime, ammirarne i chiaroscuri evocativi e le scene solari e
campestri, ritrovare le aggraziate e personali figure umane, i volti dal tratto
riconoscibilissimo e delicato seppur un po' monocordi.
E il tempo di lettura si dilata ogni volta, un nuovo ritmo si impone, lento e
cadenzato.
Osservando questi piccoli capolavori di cesello incastonati in liquidi colori,
ogni provetto disegnatore potrebbe imparare molto sull'arte dell'inquadratura,
sul gioco delle prospettive, sulla cura del dettaglio. Le
storie di Hermann sono dei classici del fumetto, le storie cristalline e
lineari; raramente offrono particolari approfondimenti sulle personalitą dei
protagonisti, che affiorano attraverso le loro azioni e nel susseguirsi degli
eventuali volumi seriali (come non amare Jeremiah e Le Torri di
Bois-Maury?).
Hanno Ucciso Wild Bill non sfugge a questa considerazione: una storia di
vendetta, forse leggermente prevedibile, che mi ha comunque ammaliato. Quel che
mi ha lasciato perplesso, piuttosto, sono alcuni inconsueti errori commessi del
Maestro: ad esempio, durante una sparatoria, lo sceriffo in una vignetta č
privo di cappello, alcune vignette dopo il cappello gli si č materializzato in
testa, malgrado la concitazione del momento.
Errori di... ciak che non hanno comunque inficiato il piacere della
lettura.
Una
gioia per gli occhi. le
immagini © Hermann,
SAF - Alessandro Editore
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