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Leo
Pulp, investigatore privato
La Scomparsa di Amanda Cross
Claudio Nizzi, Massimo Bonfatti
Sergio Bonelli Editore, lire 7.000
Dal manifesto
cinematografico di Pulp Fiction di Quentin Tarantino: "Pulp: 1) una
massa di materia informe, molle e umida; 2) un libro che tratta argomenti
sinistri, normalmente stampato su carta di bassa qualità".
Il
nostro Leo, investigatore losangelino che fa il verso a tanti occhi privati letti
su carta e visti su schermo, di Pulp ha solo il nome. Si, è vero, dopotutto
attorno a lui esplodono brandelli di materia organica, che schizzano da corpi
dilaniati da pallottole ed esplosioni. Ma il tono è sempre leggero, anche se
mai completamente ridanciano. Claudio Nizzi scrive una storia che si svolge
nella mecca del cinema, zeppa di
riferimenti al genere noir e ai nomi delle star hollywoodiane degli anni
ruggenti: La Scomparsa di Amanda Cross ha però la pecca maggiore nell'equilibrio mal
riuscito tra la quasi-serietà della trama e l'intento parodistico che la
avvolge.
Il racconto scorre via infatti senza che si riesca a liberare una che una risata
rigeneratrice, sempre in bilico tra il giallo (senza possederne la profondità e
lo spessore) e la commedia (non ricordiamo una battuta originale, anzi).
Ottimi invece i disegni di Massimo Bonfatti, esaltati dall'eccellente
colorazione di Cesare Buffagni e da una stampa davvero impeccabile.
Deluso, torno a
leggere "Sei pezzi da mille", il nuovo capolavoro del maestro del
noir James Ellroy. Anche lì risate se ne fanno davvero poche...
le
immagini © Sergio
Bonelli Editore
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