Figlio di un Preservativo Bucato
Howard Cruse
Magic Press, lire 24.000

Figlio di un Preservativo Bucato (bislacca traduzione dell'originale Stuck Rubber Baby) è un capolavoro.

Stanza101 crede fermamente nelle potenzialità del fumetto, nel suo linguaggio fino ad oggi sfruttato solo in parte, e solo da pochi. Alcuni autori cercano di distaccarsi dai termini comic-book o fumetto, preferendo definizioni come graphic novels e letteratura disegnata, per distinguere una produzione di intrattenimento rivolta al pubblico giovanile da opere di ben altro spessore, concepite per una fruizione più limitata ed un audience adulto. 

Seguendo queste definizioni, potremmo definire Stuck Rubber Baby come un romanzo disegnato di incredibile spessore e densità narrativa, ma non vorremmo con questo spaventare tanti lettori magari abituati a letture più leggere ed assai meno pretenziose dal punto di vista dei contenuti e della forma. Figlio di un Preservativo Bucato, allora, è semplicemente un fumetto, un Fumetto con la F maiuscola (finalmente conscio, cioè, delle potenzialità infinite di un linguaggio universale) che unisce la sapienza prettamente narrativa - le parole - dell'autore Howard Cruse (cui presto dedicheremo una puntata della nostra rubrica Linguaggi) alla trasposizione grafica di quelle idee, segni e linee che incidono a fuoco sentimenti e stati d'animo nel nostro cuore infreddolito.

Cittadina di Clayfield, profondo Sud degli Stati Uniti, anni 50'-60'.
In città il pregiudizio razziale è forte e non passa giorno senza un'umiliazione sprezzante. Spesso si oltrepassa la soglia verbale, e il baratro della violenza e della stupidità stordisce e inebetisce, lasciando sfogare le bestie nell'imbarazzo del resto della comunità, che sente l'urlo del più forte (?) e china la testa, preferendo il silenzio all'immischiarsi in problemi che, solo apparentemente, non lo riguardano. 
Il giovane Toland è alla scoperta del mondo che lo circonda: molti dei suoi amici sono omosessuali, spiriti liberi che fanno della lotta per i diritti delle minoranze una delle loro ragioni di vita. Figlio di un Preservativo Bucato è la storia di Toland, del suo tragitto verso una piena coscienza di sè, del suo libero e coraggioso rivelare al mondo la propria sessualità, vincendo ogni comprensibile ma inutile vigliaccheria. 
Un romanzo corale, dunque, che ci ha ricordato un po' le trame densissime e la pletora di personaggi di John Irving, e di cui abbiamo in particolar modo ammirato il ritmo narrativo e i dialoghi appassionati. 

Ricordiamo pochi frangenti in cui tanto accorato in passato è stato il nostro rivolgerci a voi, accaniti divoratori di tavole a quadretti. 
E' una preghiera che raramente leggete sulle nostre pagine: correte ad acquistare Figlio di un Preservativo Bucato. 
Raramente, in fumetteria, si possono trovare cose così preziose.

le immagini © Howard Cruse, Dc Comics - Magic Press


Il vostro parere su Figlio di un Preservativo Bucato:

E' una storia lirica, bellissima.
Che parla di persone, di donne e uomini, raramente apparsi tanto vivi e veri come in questa storia, e come accade in tutte le storie - a fumetti, cinematografiche, letterarie - ben narrate.
Come accade a tutti gli autori dotati di grande sensibilità come Howard Cruse.
Bello ed essenziale il disegno; sempre comunicativi i volti e le espressioni dei personaggi nei vari momenti della storia.
Infine, aspetto non certamente secondario, questa storia narra di anni difficili e terribili, di persone che in quegli anni hanno lottato per migliorare il mondo ed i rapporti tra gli uomini, pagando di persona per questo in questo nostro occidente democratico.
Una storia di forte impegno sociale, di quelle che fanno riflettere su quanto sia importante vigilare, oggi e sempre, sulla qualita' della democrazia e sulla liberta'. Sui diritti di tutti e di ciascuno.
Cio' che e' divenuto ancora piu' importante in questo momento in cui sono legittimi gli interrogativi su quali potranno essere  le difficolta' e gli impedimenti che incontreremo, quali prezzi pagheremo, noi tutti, se vorremo manifestare in modo organizzato o meno, pubblico e pacifico, il nostro pensiero per chiedere che cambi tutto cio' su cui non siamo d'accordo.
Pasquale Passacantando


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