Swamp Thing
Radici

Jon J. Muth
Magic Press, lire 12.000

Swamp Thing, la Cosa della Palude, un vecchio personaggio creato da Len Wein e Berni Wrightson, ha rivissuto un periodo di splendore assoluto grazie alla riscrittura di Alan Moore, l'eccelso sceneggiatore di Northampton autore di alcuni dei capolavori del fumetto di questi ultimi vent'anni (Watchmen e V for Vendetta su tutti). Le storie, riproposte recentemente dalla Magic Press in una collana per fumetteria, avevano la capacità di divampare davanti ai nostri occhi, bruciate dal sacro fuoco dell'ispirazione, una dietro l'altra, con una qualità media ben superiore a qualsiasi altro fumetto seriale dell'epoca. Nessuno avrebbe scommesso un soldo su personaggio ormai stantio e privo di sbocchi creativi (uno scienziato che, per varie vicissitudini, finisce in fiamme, cosparso da una sostanza di sua creazione, in una fetida palude della Louisiana e rinasce gigantesco essere vegetale); Alan Moore, coadiuvato dall'ottimo John Totleben ai disegni, riuscì invece nell'impossibile, grazie al suo stile letterario intenso ed evocativo, alle sue atmosfere gotiche e raffinatamente horrorifiche, ma soprattutto alle sue idee, materiale del quale troppi improvvisati sceneggiatori sembrano avere endemica carenza. 

E' profondamente ingiusto, quindi, paragonare questo one shot di Jon J. Muth con quel ciclo di splendide storie. Troppo diversi i presupposti, i tempi e gli spazi narrativi a disposizione. Ma viene di conseguenza ricordare, ed è quello che abbiamo fatto.

Muth, più a suo agio nelle vesti di illustratore che di sceneggiatore, sembra quasi voler rimanere distante dalle atmosfere del guru britannico, scrivendo una storia metafisica, molto cerebrale, che sfrutta l'uomo vegetale quasi come comparsa, spirito indomabile dell'umanità più profonda e integra. L' albero che è il vero perno della narrazione racchiude il significato di ogni vita: l'amore racchiuso in ognuno di noi almeno una volta sfocerà in malvagità, serpente viscido e insinuante che si farà strada nel nostro animo facilmente corruttibile.

Un encomio, per concludere, alla Magic Press: è raro trovare un albo di poche pagine rilegato filo refe. Ciò permette di spalancare il volumetto senza il rischio che si scollìno le pagine... se vi pare poco...

le immagini © Dc Comics - Magic Press


Il vostro parere su Swamp Thing: Radici

Mi trovo d'accordo con quanto da voi espresso in sede di recensione. Per quanto John j Muth possa essere considerato uno dei massimi illustratori di comics dell'ultimo decennio, le sue qualità di narratore tout court sembrano alquanto zoppicanti.
La storia, nonostante le splendide ed evocative tavole, appare pretenziosa e confusa, e il lettore si ritrova spesso costretto a dover rileggere un passaggio, nel tentativo di recuperare un filo narrativo piuttosto esile.
Purtroppo, questo albo è l'ennesima dimostrazione che l'essere un grande disegnatore non implica di saper anche scrivere delle grandi storie, come lo stesso Muth aveva già dimostrato quando, per la Todd Mc Farlane Productions, aveva accettato di sceneggiare la resuscitata "the Crow".

In conclusione, trovando sprecata l'occasione di Muth di realizzare una buona storia, mi sorge spontanea una domanda:
"Non poteva far sviluppare il soggetto a Grant Morrison?"
Alessio

Ho comperato questo albo attratto dagli splendidi disegni. L'ho letto, ho cercato di capire qualcosa in questa storia inconsistente, senza capo nè coda, che crede di esprimere tanto perchè non dice nulla, ma non c'era nulla da capire, se non che un ottimo disegnatore non sempre è un bravo sceneggiatore. In questo caso è un pessimo sceneggiatore. Soldi buttatti, un albo da dimenticare, un rimprovero a chi l'ha pubblicato. Non comperate questo orrore!
giove

e NO!!! Sto volume proprio non va, non convince, non si fa leggere... cervellotico senza filo e costrutto logico...non mi ha garbato davvero! le illustrazioni sono gradevoli (ma Moonshadow manca parecchio)... nel CORVO ha saputo fare decisamente meglio nei primi 3 comic Books (checchè ne dica un recensore)
Giovanni Esposito
 


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