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Perchè questo Tu che m'hai preso il cuor ricorda proprio le storie d'avventura che in passato (ah, quanto siamo vecchi!!!) abbiamo letto su Orient Express o Comic Art; storie cui ormai non siamo più abituati, persi in una serialità imposta e spesso indigesta. Luca Vannini, qui al suo esordio come autore completo, scrive una storia fuori dal tempo, ben sceneggiata e ottimamente disegnata, dalle molteplici chiavi di lettura. Come afferma il grandissimo Carlos Trillo nell'introduzione al volume, Tu che m'hai preso il cuor si potrebbe leggere "come un dettagliato documentario su certe zone del mondo che restano eternamente sottosviluppate. O come un racconto di vite che si intrecciano. O come un'incursione, in chiave moderna, del genere picaresco. O come un giallo brutale e spietato. O come un racconto di dolorosa iniziazione. O come un insieme di echi di romanzi neri, che portano ad una serie di epiloghi concatenati fra loro, nella loro inattesa grandezza". Secondo il nostro assai più modesto parere, Tu che m'hai preso il cuor è una storia dal sapore antico, che riprende gli stili più classici del racconto d'avventura reinterpretandoli attraverso uno sguardo divertito e sognante. Un plauso quindi
alla Montego, una delle pochissime realtà italiane che osano rischiare,
producendo fumetti italiani fuori dagli schemi precostituiti: opere che,
oltretutto, sembrano pronte per spiccare il volo internazionale.
Bellissima anche la confezione: design di copertina raffinato, rilegatura
eccellente, scelta di una carta avorio che mette in risalto il tratto liquido di
Luca Vannini (vincente anche la scelta di non nascondere le matite dell'autore). le immagini © Luca Vannini - Montego In esclusiva per Stanza101, la preview di cinque tavole dell'albo:
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