Giara di Stolti
Jason Lutes
Black Velvet, lire 20.000
 
A completamento della recensione, pubblichiamo la presentazione del volume e le note biografiche dell'autore.   © Black Velvet
  


I protagonisti di questo corale romanzo a fumetti sembrano abitare una "giara", un luogo chiuso e limitato, in cui l'umanità annaspa e dove la follia e la stoltezza sembrano essere le uniche regole che governano la vita. Non a caso, il protagonista è proprio un illusionista ossessionato dalla morte del fratello, un famoso artista della fuga, l'unico personaggio che forse è riuscito a scappare dai limiti ristretti della propria esistenza. 


L'unica speranza di Ernie è il suo anziano maestro e mentore, Al Flosso, che però non è di molto aiuto per il ragazzo, dato che scivola giorno dopo giorno in uno stato di confusione senile fino a quando non scapperà dall'ospizio dove si trova rinchiuso.
 

Anche Esther O'Dea, l'ex-fidanzata di Ernie, lotta per trovare pace nella propria vita e incrocia la propria strada con quella di un truffatore di nome Nathan Lender che, accompagnato dalla figlia, sta architettando un misterioso piano che influenzerà il futuro di Ernie.


Le vite desolate di questi ignari personaggi si incontrano, si intrecciano, si scontrano e si separano in maniera imprevedibile, in un mondo dove solo il Caso sembra essere l'unico giudice.


Questo lungo, complesso e denso romanzo a fumetti unisce il meglio della tradizione fumettistica francese, con il suo segno raffinato e dettagliato, all'attenzione che ha il fumetto indipendente americano verso l'ambientazione quotidiana e le persone ai margini. 

Due forti elementi che vengono sfruttati al meglio in una sceneggiatura perfetta che, senza mai accelerare, riesce a esprimere con i suoi rallentamenti, i silenzi e la forte cura nel tratteggiare l'ambientazione, una riflessione sulla natura dell'amore e della perdita, della magia e del ricordo che ha rari eguali.

Questo libro è stato acclamato in patria come una delle opere più interessanti uscite in questi ultimi anni e ha ricevuto numerose critiche positive. Quelle che seguono sono solo una selezione di questi commenti:

"Giara di stolti è piena di persone che cercano di impedire alle cose a cui tengono di dileguarsi, come amanti che se ne vanno e lavori fuori moda... tutti i protagonisti principali (un mago, la cassiera di una caffetteria, un insignificante truffatore) rischiano di essere segnati duramente, inghiottiti nel silenzio della vita che il disegno misurato di Lutes evoca in maniera così efficace."
DETAILS

"La storia è raccontata in maniera così magistrale che potrebbe essere un romanzo breve della rivista Harper's. Se a questo si unisce la sobrietà del bianco e nero e l'uso creativo del medium "fumetto" operato da Jason, essa diventa qualcosa che trascende ... un'opera letteraria che parla al cuore delle emozioni."
WIRED

"Utilizzando le abilità perdute dell'atmosfera, della sintesi e del linguaggio, Giara di stolti, lo stupefacente fumetto di Lutes, trascende i soliti limiti ipocriti dei romanzi grafici e finisce per diventare una lettura fantastica."
SPIN

"Leggere Una giara di stolti è come ricevere un pugno in faccia al rallentatore. Hai tutto il tempo che vuoi per allontanarti dalla traiettoria, ma qualcosa ti costringe ad aspettare per scoprire se farà davvero male quando ti colpirà. E, ovviamente, è così."
CHRIS WARE, ACME NOVELTY LIBRARY


L’Autore

Jason Lutes (a fianco raffigurato in un autoritratto) nasce a Philipsburg nel 1967 e, fin da piccolo, si interessa al disegno e ai fumetti. Grazie a un soggiorno di sei mesi in Francia nel 1976, scopre Hergé e molti altri autori europei, che influenzano profondamente il suo tratto. E’ infatti evidente che il suo stile si rifà profondamente alla ligne-claire di scuola franco-belga, di cui i più importanti rappresentanti furono proprio Hergé, l’autore di Tintin, ed Edgar P. Jacobs, autore della serie Blake & Mortimer.

Tornato in patria, viene a contatto con il nascente fumetto “adulto” americano della fine anni ’80, grazie a riviste come Heavy Metal, Raw (la rivista fondata da Art Spiegelman, dove pubblicò a puntate Maus) e ai prodotti delle allora nascenti etichette alternative e auto-prodotte. Una delle sue più profonde ispirazioni furono sia Robert Crumb, uno dei padri del fumetto underground americano, che Chester Brown, il disegnatore canadese (di cui la Black Velvet ha pubblicato Non mi sei mai piaciuto, forse la sua opera più importante) che iniettò nuova linfa vitale nel fumetto auto-biografico. Sono soprattutto questi due autori che si possono notare nel lavoro di Lutes, grazie alla sua forte attenzione al dettaglio realistico, quotidiano e della vita delle persone comuni.

L’attenzione per l’arte e il disegno (espressa anche nella recente serie Berlin) viene approfondita grazie all’iscrizione alla Rhode Island School of Design, alla casa editrice Penny Dreadful Press (che fonda da solo nel 1990) e al lavoro estivo presso la casa editrice Fantagraphics Books, una degli editori più importanti nel campo del fumetto alternativo.

Inizia a pubblicare Giara di stolti nel 1993 nella rivista di Seattle The Stranger (questo libro vincerà un premio con cui sarà in grado di auto-pubblicarselo) e inizia a riunirsi periodicamente con un gruppo di coetanei per discutere di fumetti e sulle possibilità di espressione di questo mezzo di comunicazione.

Collabora sporadicamente con case editrici come la Dark Horse e la DC Comics e attualmente è al lavoro su una colossale opera di più di 600 pagine, dal titolo Berlin, ambientata nella Berlino degli inizi anni ’30, quando il nazismo si stava lentamente diffondendo. Questa nuova opera riprende la coralità di Giara di stolti, ampliandola e diventando un ritratto dei vari aspetti della società berlinese, con tutti i problemi sociali, politici e artistici, grazie alla varietà dei personaggi rappresentanti (un giornalista, una giovane studentessa d’arte, una madre di famiglia che deve badare ai propri figli da sola, sindacalisti, ecc).

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Published by Black Velvet after arrangements with Jason Lutes


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