The Secret Society of Super-Heroes
Howard Chaykin & David Tischman, Mike McKone, Jimmi Palmiotti, David Stewart
Play Press Publishing, lire 17.000

Parte in maniera sincopata, questa storia d'altrimondi. Riconosciamo lo stile narrativo nervoso di Howard Chaykin, che rende sempre un po' ostico l'approccio alla trama da parte del lettore; il disegno pulito anche se spesso impreciso di Mike McKone; una buona idea che, procedendo nella lettura, ti convinci vanificata da una certa farraginosità, da una fretta nel concludere la storia che lascia con l'amaro in bocca.  

L'idea per quest'ennesimo Elseworlds è ben sintetizzata nel retro dell'albo: "Sono gli eroi più incredibili che il mondo abbia mai conosciuto... peccato che nessuno sappia che esistono. La segretezza è alla base della loro forza. E della loro debolezza". Una delle tesi sociologiche più note sugli universi superumani afferma come gli eroi in costume abbiano generato per reazione una pletora di supercriminali, attratti dalla fama e dalla notorietà delle controparti in maschera. Una sorta di spirale di esibizionismo che in questo mondo alternativo la Società Segreta dei SuperEroi cerca appunto di non alimentare, agendo nell'ombra ma scegliendo comunque di interferire pesantemente, ogni giorno, sulle sorti dell'umanità.

E' l'atmosfera generale quella che regala qualche vibrazione positiva, un gruppo di eroi che ha una maniera diversa di intendere la giustizia: i cattivi vengono catturati, giudicati da questo consesso segreto e, se colpevoli, condannati per l'eternità dal tribunale superumano (e sopra gli uomini ?) a riflettere sulle conseguenze dei propri crimini nella Zona Fantasma. E se tra i buoni in realtà si nascondono lacerazioni profonde e immonde azioni, proprio dalla Zona Fantasma arriva la vera lezione di vita: che ogni uomo può cambiare, se gli viene concessa un'occasione di riscatto. Ci vorrà un ragazzino, l'ultimo arrivato nella Secret Society, e l'ennesimo sacrificio del più puro dei supereroi (Superman, chi sennò?) a concedere una speranza per il futuro. 

Ma, a parte le già accennate critiche, altri fattori incidono pesantemente sul nostro giudizio finale: una traduzione decisamente approssimativa (inficiata anche da un italiano maldestro che ad esempio ogni tanto dimentica l'uso del congiuntivo),  una pessima rilegatura (in perfetto stile Play Press, senza uso del filo refe) e per giunta un prezzo esorbitante. Peccato, perchè qualche spunto interessante, in questa storia, c'era davvero.

le immagini © Dc Comics - Play Press Publishing
 


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