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Elenchiamole, dunque, queste vere e proprie pecche: una certa esagerazione nel voler piazzare ogni poche pagine un colpo a sorpresa, finendo con il disorientare il lettore per i continui (e un po' assurdi) cambi di rotta nel fitto ordito della trama; alcune soluzioni fin toppo semplicistiche e irreali nel dipingere la politica interna ed internazionale; un'eccessiva epicità dei personaggi; un velo di sessismo e razzismo che qua e là fa capolino fastidiosamente. Imparati ad accettare questi limiti, abituati in qualche modo a convivere con essi, resta semplicemente e comunque una bella storia, che ha nel ritmo frenetico e incalzante, dal taglio fortissimamente cinematografico, il vero e proprio motore che alimenta nel lettore l'insaziabile voglia di leggere altre pagine, per scoprire come finirà la storia di Akira Hojo e Chaki Asami. I due, sopravvissuti all'incubo cambogiano, hanno giurato di cambiare il Giappone, di restituire agli abitanti del paese del Sol Levante la fierezza e la voglia di tornare attivamente a partecipare alla vita politica dell'isola, vincendo i fantasmi della corruzione e degli intrighi di potere. Akira Hojo, il lato oscuro della coppia, combatterà per questa visione diventando un atipico leader della Yakuza; Chaki Asami, invece, sarà il puntello politico di questa azione, mirata a conquistare il Santuario, l'idealizzazione del loro comune Sogno di cambiamento e di riscatto. Segnalazione d'obbligo per i bei disegni di Ryoichi Ikegami: i suoi personaggi "bucano" decisamente la pagina, e i loro intensissimi sguardi, ora feroci ora dolcissimi, rimarranno impressi a lungo nella nostra memoria. le immagini © Sho Fumimura, Ryoichi Ikegami,
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