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Menz Insana è un albo atipico, una storia sghemba giocata sul filo dell'insanità mentale dei protagonisti. L'incipit del volumetto si presta bene a rappresentare l'altrarealtà in cui vivono Menz e la bellissima Jaz: "Cammina per le strade di una città qualunque e li incontri. Uomini con gli occhi sbarrati. Donne che parlano da sole. Persone che non ci sono con la testa. La vita sulla terra le ha sconfitte. E le loro menti si sono spostate in un altro luogo più felice, più luminoso. Volano tutte qui... nel piano mentale. Un mondo parallelo privato, tutto per loro. Una terra dove la follia è la norma. Dove il comportamento irrazionale è all'ordine del giorno. Per arrivare qui, bisogna solo abbandonare l'equilibrio mentale. Dire addio al mondo delle responsabilità razionali. E giungere in un luogo dove il tempo non è più danaro. Lo si può fare con uno scoppio di rabbia, con un episodio psicotico, o subendo un crollo mentale totale. La qualità e la potenza della tua follia decidono in quale parte del piano mentale vieni inviato. C'è solo un problema. Una volta lì, è davvero difficile tornare indietro". Menz e Jaz, però, non si accontentano di questo mondo mentale colmo di nonsense MontyPythoniano, vogliono scoprire come sono impazziti, vogliono vedere con il proprio occhio interiore gli involucri corporei che racchiudono l'universo metafisico in cui, dopotutto, hanno trovato la felicità. Ironico e fantasioso
il soggetto di Christopher Fowler, coadiuvato dal sempre bravissimo John Bolton,
che adatta il suo stile a seconda di ciò che intende rappresentare: cartoonesco
nelle scene del piano mentale, quasi fotorealistico nell'universo tangibile e
corporeo. le immagini © Christopher
Fowler, John Bolton, Dc Comics - Magic Press |
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