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D
Road - Collapse
PTseven, giunto al numero 4, è una storia cyberpunk, almeno nell'idea che sta dietro al mondo in cui vivono (sopravvivono forse è più corretto) i protagonisti. La trama ruota attorno ad una nuova droga virtuale, la PT7, che riproduce su supporto digitale le sensazioni di un tossico sotto effetto di stupefacenti. La sublimazione della droga, la soluzione ad ogni problema di dipendenza: solo il tossico, divenuto producer, subisce le conseguenze dell'iniettarsi in vena ogni sorta di porcheria. Premiato doverosamente il coraggio degli autori (tanti! cerchiamo di elencarli scusandoci di eventuali dimenticanze: Baldo Di Stefano, Simone e Cristiano Panepuccia, Cristiano Spadoni, Marco Dominici, Franco Cadoni, Manuel Decarli, Vito Rallo, Roberto Savino) sarebbe ingiusto non segnalare i diversi limiti di questi albi. Il soggetto, mano a mano che si dipana, si allontana sempre più dalle atmosfere asfittiche e oniriche degli esordi avvicinandosi ad un genere mainstream d'avventura tutto sommato tedioso, fatto di incredibili coincidenze che incredibilmente fanno incrociare i diversi protagonisti; la sceneggiatura è qualitativamente altalenante e a tratti poco ritmata; i disegni, ancora molto grezzi ma con ampi margini di miglioramento (da seguire Marco Dominici e Vito Rallo). D Road è invece uno one-shot, molto easton-ellissiano nel rappresentare un gruppo di ragazzi che da il buongiorno al nuovo secolo con una notte di bagordi senza freni (l'atmosfera nichilista ci ha ricordato non poco Less Then Zero). Un nuovo personaggio, Cock Collapse, che sembra uscito dagli incubi di un Neil Gaiman che ha mangiato pesante, accompagna nel collasso i malcapitati alle prese con gli effetti degli intrugli trangugiati attraverso ogni possibile orifizio. Se alla prossima convention fumettistica, passate di fronte allo stand della Perfect Trip Production, fermatevi un attimo. Tutti all'interno di questo gruppo di autori, si stanno facendo le ossa, in attesa di spiccare il volo. C'è tanta inesperienza, e molta ingenuità. Tanta che tra qualche anno, rileggendo queste storie, gli stessi autori le guarderanno con tenerezza e magari distacco. Ma se scambierete qualche chiacchiera con loro, scoprirete la loro voglia di trasmettere emozioni, di navigare senza freni in un immaginario collettivo caro a tanti giovani dal sangue freddo e dal cuore caldo. Loro, la propria chance, hanno deciso di giocarsela fino in fondo. In questi tempi di freddezza, scaldarsi attorno al focolare di chi cerca di comunicare qualcosa non può fare che bene. le immagini © Perfect
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