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Esagerata è la sceneggiatura di Frank Miller, un'americanata che sembrerebbe voler dimostrare le capacità del fumetto di essere visionario e spettacolare, addirittura eccessivo. Sembra di vedere un film di Schwarzenegger, un polpettone che eviteresti perché sai costruito per le folle ed il grande successo ed invece ti ritrovi a gustare sulla tua poltroncina, affascinato da incredibili effetti speciali, gli occhi spalancati e sognanti come quelli di un bambino. La storia è labile come quella di ogni filmaccio hollywoodiano: un esattore delle tasse cibernetico, costruito da una delle tante multinazionali che governano una città assurda, sembra che abbia il programma che lo gestisce incasinato. L'investigatore assicurativo vaga infatti per i quartieri cubisti con l'obiettivo di svolgere il suo lavoro, calpestando tutto e tutti, una scia di ultaviolenza che lascia al suo passaggio ogni genere di rottame: lattine, molle, siringhe e cicche in quantità industriale. In quest'avventura al fulmicotone Miller perde però il timone, visto che l'attenzione del lettore viene magneticamente attirata dalle splendide e dettagliatissime tavole di Geof Darrow, un esagerato incubo di postmodernità, un caleidoscopio metallico e carnale che tutto sovrasta. Sono i suoi disegni il vero valore aggiunto di una storia che altrimenti avremmo potuto trovare inutile e inconcludente. Riproposta interessante, quella della nuova casa editrice Kabuki Publishing, che da Sassari sembra intenzionata a ritagliarsi il suo spazio nel comicdom nazionale. le immagini © Frank
Miller, Geof Darrow, Guy Delcourt Productions - Kabuki Publishing |
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