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L'autore canadese, alle soglie dei quarant'anni, sembra cogliere gli aspetti più intimi e riservati dell'essenza di una persona per trarne una valenza universale, attraverso una sorta di realismo lirico che può arrivare perfino all'immedesimazione del lettore con Seth e la sua ricerca. Perchè di questo si narra, ne La Vita Non E' Male Malgrado Tutto: Seth scopre su alcune vecchie riviste alcune vignette di un disegnatore umoristico, Kalo, dal tratto abbastanza simile al suo e che comunque lo affascina. Nasce una sorta di passione, e Seth intraprende una ricerca affannosa delle vignette pubblicate di Kalo, fino ad arrivare a contattare i parenti del disegnatore per saperne di più, per capire fino in fondo quell'autore scomparso di cui tutti sembrano essersi dimenticati. In realtà è una ricerca di sé stesso che Seth affronta, un viaggio nella memoria delicato e minimalista che, come giustamente sottolinea il risvolto di copertina, ha come assoluto pregio "la capacità di non sottolineare, di rimanere in equilibrio tra detto e non detto". Seth lo afferma più volte nel corso della narrazione: anche i fatti più apparentemente insignificanti possono plasmare una persona, instillargli un imprinting che contribuirà a formare le sue convinzioni e i suoi atteggiamenti. Questa sorta di scoperta della complessità porta alla presa di coscienza della singolarità dell'individuo, dell'immensità del suo universo interiore, quando la vecchia madre di Kalo, riscoprendo una vecchia vignetta del figlio, esclama sorridente: "Oh cielo! Questa è bella... davvero maliziosa... Non sapevo che avesse tutto questo dentro di sé". Un romanzo così fa bene al cuore. le immagini © Seth
- Coconino Press |
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