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Minimum Wage:
Volume Tre
In parte autobiografico, Minimum Wage piace un sacco a noi frequentatori del comicdom, a tutti gli sceneggiatori falliti e i disegnatori senza speranza: Bob Fingerman racconta infatti dello sbarcare il lunario, dello scendere a compromessi, lavorando per testate che non piacciono pur di mangiare, osservando la propria arte (?!?) beffeggiata e la voglia di sperimentare messa sotto i piedi di fronte alla necessitą di far quadrare i conti mensili e pagare le bollette. Ci riconosciamo un po', noi trentenni eterni bambini, in Rob, Brian, Jack e il resto della compagnia, con tutti i loro sogni infranti, le passioni brucianti, le manie esasperate. Non č real life nč naked truth, quella che leggiamo in Minimum Wage, eppure molto gli somiglia. Le
immagini © Bob Fingerman
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