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Bonny-Ed fa parte di un' operazione editoriale on demand, che minimizzando i costi di produzione potrà fornire ai giovani autori uno spazio ancora cartaceo per presentare i propri lavori; operazione in cui speriamo la Lilliput vorrà continuare a credere nonostante questo passo falso (sperando, pure, che non le si spari più così grosse da annunciare d'aver prodotto il primo comic on demand della storia, perché il metodo risale almeno a John Willie - negli anni '40!- se non a prima ancora). Recensione di Marco Arnaudo le immagini © Emanuele Di Dio, Lilliput Edizioni Emanuele Di Dio replica alla nostra recensione:“Carissimo” signor MARCO ARNAUDO questa mail è per lei. Sono Emanuele Di Dio, l’autore esordiente (e sottolineo esordiente) di BONNY-ED. Spero abbia abbastanza coraggio da leggere questa mail fino in fondo e di renderla pubblica su Stanza101, tanto quanto ne ha avuto per pubblicare il suo devastante e stupido pezzo. Recensire è la sua professione? Bene… niente da obbiettare, anche perché da quanto ho letto lei dev’essere una persona piuttosto competente in ambito fumettistico. Complimenti davvero. Ma proprio perché ha scelto di scrivere recensioni, dovrebbe anche sapere a cosa va incontro, al potere che può avere una recensione. Dovrebbe sapere che colpire così in basso, così duramente, e “stroncare” un autore giovane e per lo più esordiente… è da bastardi. E lo è ancora di più se si scrivono mazzate senza senso. Ok, nello scrivere una recensione è necessario essere sinceri… ma il buon senso dovrebbe suggerirle di evitare di scrivere se proprio l’opera è così negativa. Tutti hanno diritto ad una opportunità. Lei invece se n’è fregato e non solo ha stroncato un giovane autore alla sua prima esperienza, ma anche anche una casa editrice alla sua prima pubblicazione, la cui unica colpa peraltro è stata quella di non specificare (involontariamente) che si trattava del «primo comic-on-demand della storia del fumetto IN ITALIA» !!! In Italia! Sicuramente i gusti sono gusti… ma non posso che provare rabbia se penso a quanto è stato esageratamente negativo e quanto potrà influenzare le scelte dei lettori. Non pensi però che il suo articolo mi abbia colpito più di tanto o che mi abbia demoralizzato… niente del genere. E sa perché? Perché so che ciò che ha scritto è un’ESAGERAZIONE GRATUITA! Su alcune delle cose che ha scritto non posso darle torto. È normale che nei miei lavori ci siano delle insicurezze: è il mio primo fumetto, kristo!!! Anche i più grandi Maestri fanno degli errori! Certe stroncature non servono a nessuno. Ma lei ha esagerato, ha voluto calcare la mano. E non era necessario. Sì, sono stato influenzato pesantemente da Schulz (tanto quanto da Watterson), ma in Bonny-ed non trovo niente della visionarietà di Tim Burton né tanto meno di Roman Dirge (che non so chi sia). Tutta questa «dipendenza asfissiante» l’ha vista solo lei. E credo che anche la parola “dipendenza” sia un’esagerazione. D’accordo sono stato influenzato da Schulz, anzi in molte strisce o voluto omaggiarlo in maniera il più possibile palese. Ma non ho «clonato» niente, e se l’ho fatto, credo di averlo fatto bene. Posso ad esempio aver preso in prestito delle battute (o meglio un certo tipo di battute), ma è anche vero che le ho modificate per meglio adattarle ai miei personaggi. Il rapporto che c’è tra personaggi come Charlie Brown e Lucy è un archetipo e lo si ritrova in moltissime altre parti. Charlie Brown e la stessa Lucy sono degli archetipi, dei modelli, delle macchiette. Non vedo perché anch’io non possa usufruire di questo modello narrativo (penso di averlo diversificato sufficientemente). E non credo che le cento strisce possano «sfiancare anche il lettore più paziente». Ho visto gente leggere Bonny-ed tutto d’un fiato. Gente non esattamente paziente… che non aveva mai letto fumetti! E per quanto riguarda il suo consiglio «per godere un po' di Bonny-Ed, spiluzzicando qua e là, una o due vignette, senza ordine o senso»… Beh… mi consenta di dirle che ha dimostrato una grande ignoranza. Questa raccolta di strisce non è stata affatto scritta per essere letta in tal modo. Tutt’altro. L’ordine delle strisce e la ripetitività di alcune gag (con finali diversi) sono parte fondamentale della poetica del fumetto. Sulle facce e sull'espressività dei personaggi... non posso credere a ciò che lei dice per due semplici motivi: 1) sono sicuro di aver fatto il possibile per renderle espressive, diversificate e simpatiche, e credo di esserci riuscito; 2) la mia opinione è stata confermata da molte delle persone che lo hanno letto. E dalle recensioni sino ad ora positive. Tutte positive. Tranne la sua. Addirittura molti hanno trovato accattivante il fumetto proprio per l'espressività dei personaggi. E il loro primo commento positivo è stato, manco farlo apposta, proprio sulle espressioni dei personaggi. Per quanto riguarda invece la «fissità delle pose»… beh, si tratta di strisce umoristiche, la “fissità” è necessaria. Specie nel mio fumetto. Per adesso questo è il mio stile. È voluto! Se poi tutto ciò a lei non piace… beh… i gusti sono suoi, ma suoi devono restare! Non capisco perché tra tante recensioni positive, solo la sua debba essere così ingiusta. È proprio sicuro di aver ragione? E ora se lei si reputa una persona leale… faccia pubblicare anche la MIA opinione! Intervento di Orlando Furioso,
di FUMETTIdiCARTA La replica di Marco Arnaudo: Ma sappia che quello che più mi disturba è il venire attaccato dalle sue bizze sul piano PERSONALE. Aggettivi come "stupido" o "bastardo" veda in futuro di tenerseli per sé, dato che non le fa alcun onore sputarmeli addosso. Credo che la sua replica sia del tutto smisurata in confronto al mio scritto. Non stava certo nelle mie intenzioni demoralizzare né lei né la Lilliput (che le faccio notare riceve anzi un incoraggiamento esplicito) e le assicuro che, scrivendo la mia recensione, era proprio l' ultimo dei miei pensieri preoccuparmi se lei si sarebbe demoralizzato o meno. Eppure, chissà perché, lei butta tutto sul piano agonistico, si lascia andare al miagolio di risentimento e all'offesa diretta. Cerchi di dimostrarsi un po' più civile nelle discussioni, è un consiglio. Ringrazio invece Orlando Furioso
per la lucidità e la serenità con cui ha voluto farmi "sentire la sua
campana", perché dissonanze del genere è sempre utile ascoltarle, e
magari fossero tutte così… Comprendo naturalmente il suo desiderio di
difendere l'amico personale Emanuele Di Dio, ma io, che di tale amicizia non ho
mai goduto, potevo solo esprimere un giudizio sull'opera in sé, come fluttuante
nel vuoto; giudizio poi opinabile finché si vuole, ma scevro da qualsiasi dato
esterno alla lettura. Grazie alla sua annotazione, comunque, mi rendo conto che
il mio appunto alla Lilliput (con la quale intrattengo tranquillissimi rapporti)
poteva apparire dal tono una critica mentre, nei contenuti, non voleva essere
che una precisazione, tutto qui. A questo punto, continuano ad
arrivarci mail più o meno pepate: mi scuso con quanti ci hanno scritto, ma la
piega che stava prendendo questa assurda storia mi ha convinto a non pubblicare
altri interventi. Come in una guerra, ci sarebbe una sorta di escalation: tu hai
detto questo, io allora dico quello, ma allora tu mi devi consentire di dire, ma
allora io non posso esimermi dal replicare... |
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