Bonny-Ed
Io Odio... Halloween!

Emanuele Di Dio
Lilliput Edizioni, lire 8.000


Certo va bene avere dei modelli, specie per i giovani che si devono fare le ossa; ma dipendere in maniera quasi asfissiante dallo schema narrativo di Schulz e dalla visionarietà di Tim Burton (e magari di Roman Dirge) è un po' un'altra cosa. E questa dipendenza del Bonny-Ed dell'esordiente Emauele Di Dio dai Peanuts è davvero pesantissima, e rivela insicurezza specialmente nei dialoghi e nel ritmo delle trovate (ma anche la fissità delle pose e l'inadeguatezza delle espressioni alle battute non giovano affatto…). 

Il sistema a strips, con discorsi sempre incentrati sulla difficoltà del consistere sensatamente o, più prosaicamente, sulla sfiga in amore e sull'autocommiserazione, viene qui malamente saccheggiato dai Peanuts, senza ritrasporne non dico la poesia, ma almeno qualche facile sorriso. Perché il mondo dei Peanuts, in Bonny-Ed, è rappresentato da due soli personaggi (il primo dalla testa a teschio di pezza, il secondo a zucca di Halloween), l'uno più sognatore e perennemente innamorato della ragazzina dai capelli blu (questo il richiamo più interessante all'originale), l'altro cinico e disinvolto (cfr Charlie Brown/Lucy). E due soli personaggi, che parlano della stessa cosa per cento strisce cento, che sparano battute spesso scontate o, al contrario, così inarrivabili da suonare di assoluta gratuità, finiscono presto per sfiancare anche il lettore più paziente… Il consiglio, per godere un po' di Bonny-Ed, è di spiluzzicare qua e là, una o due vignette, senza ordine o senso: solo allora qualche tratto del disegno diventa sfizioso, qualche risoluzione interessante.

Bonny-Ed fa parte di un' operazione editoriale on demand, che minimizzando i costi di produzione potrà fornire ai giovani autori uno spazio ancora cartaceo per presentare i propri lavori; operazione in cui speriamo la Lilliput vorrà continuare a credere nonostante questo passo falso (sperando, pure, che non le si spari più così grosse da annunciare d'aver prodotto il primo comic on demand della storia, perché il metodo risale almeno a John Willie - negli anni '40!- se non a prima ancora).

Recensione di Marco Arnaudo

le immagini © Emanuele Di Dio, Lilliput Edizioni

Emanuele Di Dio replica alla nostra recensione:
“Carissimo” signor MARCO ARNAUDO questa mail è per lei.
Sono Emanuele Di Dio, l’autore esordiente (e sottolineo esordiente) di BONNY-ED.
Spero abbia abbastanza coraggio da leggere questa mail fino in fondo e di renderla pubblica su Stanza101, tanto quanto ne ha avuto per pubblicare il suo devastante e stupido pezzo.
Recensire è la sua professione? Bene… niente da obbiettare, anche perché da quanto ho letto lei dev’essere una persona piuttosto competente in ambito fumettistico. Complimenti davvero. Ma proprio perché ha scelto di scrivere recensioni, dovrebbe anche sapere a cosa va incontro, al potere che può avere una recensione. Dovrebbe sapere che colpire così in basso, così duramente, e “stroncare” un autore giovane e per lo più esordiente… è da bastardi. E lo è ancora di più se si scrivono mazzate senza senso. Ok, nello scrivere una recensione è necessario essere sinceri… ma il buon senso dovrebbe suggerirle di evitare di scrivere se proprio l’opera è così negativa. Tutti hanno diritto ad una opportunità. Lei invece se n’è fregato e non solo ha stroncato un giovane autore alla sua prima esperienza, ma anche anche una casa editrice alla sua prima pubblicazione, la cui unica colpa peraltro è stata quella di non specificare (involontariamente) che si trattava del «primo comic-on-demand della storia del fumetto IN ITALIA» !!! In Italia!
Sicuramente i gusti sono gusti… ma non posso che provare rabbia se penso a quanto è stato esageratamente negativo e quanto potrà influenzare le scelte dei lettori.
Non pensi però che il suo articolo mi abbia colpito più di tanto o che mi abbia demoralizzato… niente del genere. E sa perché? Perché so che ciò che ha scritto è un’ESAGERAZIONE GRATUITA!
Su alcune delle cose che ha scritto non posso darle torto. È normale che nei miei lavori ci siano delle insicurezze: è il mio primo fumetto, kristo!!! Anche i più grandi Maestri fanno degli errori! Certe stroncature non servono a nessuno.
Ma lei ha esagerato, ha voluto calcare la mano. E non era necessario.
Sì, sono stato influenzato pesantemente da Schulz (tanto quanto da Watterson), ma in Bonny-ed non trovo niente della visionarietà di Tim Burton né tanto meno di Roman Dirge (che non so chi sia).
Tutta questa «dipendenza asfissiante» l’ha vista solo lei.
E credo che anche la parola “dipendenza” sia un’esagerazione. D’accordo sono stato influenzato da Schulz, anzi in molte strisce o voluto omaggiarlo in maniera il più possibile palese. Ma non ho «clonato» niente, e se l’ho fatto, credo di averlo fatto bene. Posso ad esempio aver preso in prestito delle battute (o meglio un certo tipo di battute), ma è anche vero che le ho modificate per meglio adattarle ai miei personaggi. Il rapporto che c’è tra personaggi come Charlie Brown e Lucy è un archetipo e lo si ritrova in moltissime altre parti. Charlie Brown e la stessa Lucy sono degli archetipi, dei modelli, delle macchiette. Non vedo perché anch’io non possa usufruire di questo modello narrativo (penso di averlo diversificato sufficientemente).
E non credo che le cento strisce possano «sfiancare anche il lettore più paziente». Ho visto gente leggere Bonny-ed tutto d’un fiato. Gente non esattamente paziente… che non aveva mai letto fumetti!
E per quanto riguarda il suo consiglio «per godere un po' di Bonny-Ed, spiluzzicando qua e là, una o due vignette, senza ordine o senso»… Beh… mi consenta di dirle che ha dimostrato una grande ignoranza. Questa raccolta di strisce non è stata affatto scritta per essere letta in tal modo. Tutt’altro. L’ordine delle strisce e la ripetitività di alcune gag (con finali diversi) sono parte fondamentale della poetica del fumetto.
Sulle facce e sull'espressività dei personaggi... non posso credere a ciò che lei dice per due semplici motivi: 1) sono sicuro di aver fatto il possibile per renderle espressive, diversificate e simpatiche, e credo di esserci riuscito; 2) la mia opinione è stata confermata da molte delle persone che lo hanno letto. E dalle recensioni sino ad ora positive. Tutte positive. Tranne la sua. Addirittura molti hanno trovato accattivante il fumetto proprio per l'espressività dei personaggi. E il loro primo commento positivo è stato, manco farlo apposta, proprio sulle espressioni dei personaggi. Per quanto riguarda invece la «fissità delle pose»… beh, si tratta di strisce umoristiche, la “fissità” è necessaria. Specie nel mio fumetto. Per adesso questo è il mio stile. È voluto! Se poi tutto ciò a lei non piace… beh… i gusti sono suoi, ma suoi devono restare!
Non capisco perché tra tante recensioni positive, solo la sua debba essere così ingiusta. È proprio sicuro di aver ragione?
E ora se lei si reputa una persona leale… faccia pubblicare anche la MIA opinione!

Intervento di Orlando Furioso, di FUMETTIdiCARTA
Gentile Marco Arnaudo, sono Orlando Furioso e gestisco il piccolo sito FUMETTIdiCARTA.
Ho letto tempo fa la sua recensione, meglio: la sua stroncatura a BONNY-ED di Emanuele Di Dio. Ho aspettato però un poco a scriverle perché desideravo capire meglio, valutare a cuor più sereno il mio giudizio su tale fumetto e infine confrontarlo con il suo. Andando subito al sodo credo sinceramente che lei ci sia andato giù in modo pesante, e ciò non è a priori un male: lei recensisce ciò che vuole e come vuole (ci mancherebbe!), ma concordo col Di Dio quando parla di una certa "gratuità" che permea il suo scritto. Ora, io non credo che lei abbia del livore personale nei confronti del giovane Emanuele, il quale -resti tra noi- possiede una mente fervida e creativa e una voglia di fare-e-migliorare che molti autori più incensati hanno da tempo perso per strada (molti degli "autoprodotti" ad es., con tutta la loro spocchia e i loro corsi triennali di Scuola del Fumetto...); ma confesso che mi sono stupito nel leggere una stroncatura così pesante. Intendiamoci: io non credo che bisogna parlare sempre bene degli esordienti per "incoraggiarli", ma soprattutto non credo nelle recensioni pilotate, unte e false. Onore alla sua sincerità dunque! Ma ascolti, per cortesia, anche un altro parere.
Ho letto la mia copia di BONNY-ED tutta d'un fiato, poi l'ho riletta e l'ho riletta ancora. Mi è piaciuta molto, mi ha divertito, ho colto certamente l'omaggio a Schultz (l'ho scritto anche nella mia recensione che la invito ad andare a leggere quando avrà voglia e tempo), mi ha intenerito, ne ho colto la poesia. Diversi miei amici, incuriositi dalla copertina, l'hanno letto anche loro e si sono divertiti, alcuni ne hanno ordinato una copia alla Lilliput (il cui proprietario, tra l'altro, è persona di gentilezza squisita... dote rara tra gli editori). 
Ecco, tutto qui. Le faccine di Bonny-Ed e del suo amico Testa-di-Zucca mi sono sembrate espressive, le battute mi hanno intrigato e, mentre lo leggevo, sapevo bene che non stavo leggendo il nuovo Calvin e Hobbes o l'erede di Schultz... Eppure, nel mio piccolo, leggo fumetti da 37 anni e se ciò non è sinonimo di alcuna "garanzia", mi tutela però almeno un pochino come lettore: è, insomma, un po' difficile rifilarmi una bufala senza che me ne accorga. Almeno credo. Spero che abbia compreso che non era mia intenzione "contrappormi" a lei, in nessun modo; desideravo solo farle sentire un'altra campana. Né migliore né peggiore: semplicemente diversa. Cioè quella di un lettore e, sempre nel mio piccolo, anche di un "recensore" che leggendo BONY-ED ha provato emozioni completamente diverse dalle sue. Direi anzi: proprio opposte. Concludo questa mia nella convinzione che Emanuele Di Dio continuerà a migliorare, a lavorare e a non perdersi d'animo per offrire, a chi lo desidera, un po' di sano e divertente intrattenimento. 
Con stima, la saluto cordialmente e rinnovo i complimenti per Stanza 101, che è davvero un'ottima webzine.
Orlando Furioso di FUMETTIdiCARTA http://digilander.iol.it/dicarta

La replica di Marco Arnaudo:
Sa Signor Di Dio, sono molti i motivi per cui mi dispiace di ricevere una lettera come la sua, e le nominerò qui solo i più importanti.
Innanzitutto, non concordo col punto principale della sua lettera, in cui lei mi accusa di aver trascurato la sua giovane età e l' inesperienza: non concordo sia perché preciso bene nel mio scritto che lei è un esordiente, sia perché, in ogni caso, non è compito del recensore chiudere un occhio o magari due sul lavoro degli autori. Al recensore tocca piuttosto vedere, valutare, giudicare con schiettezza per non essere ingiusti verso gli autori davvero meritevoli. E' fuori da ogni logica dunque che lei proponga al pubblico un prodotto per poi nascondersi stizzito dietro al fattore della tenera età: se non si sentiva pronto per i giudizi altrui, poteva attendere di affinare ancora la propria tecnica; se si reputava preparato per un confronto, doveva mostrare la dignità d'accettarne le conseguenze; se poi voleva continuare a ricevere complimenti dalla cerchia d'amici cui ha proposto precedentemente il suo lavoro, nulla le vietava di continuare a farlo. Inviarmi Bonny-Ed (come ha fatto) e poi dirmi che era meglio tacerne, mi suona un poco come un controsenso.

Ma sappia che quello che più mi disturba è il venire attaccato dalle sue bizze sul piano PERSONALE. Aggettivi come "stupido" o "bastardo" veda in futuro di tenerseli per sé, dato che non le fa alcun onore sputarmeli addosso. Credo che la sua replica sia del tutto smisurata in confronto al mio scritto. Non stava certo nelle mie intenzioni demoralizzare né lei né la Lilliput (che le faccio notare riceve anzi un incoraggiamento esplicito) e le assicuro che, scrivendo la mia recensione, era proprio l' ultimo dei miei pensieri preoccuparmi se lei si sarebbe demoralizzato o meno. Eppure, chissà perché, lei butta tutto sul piano agonistico, si lascia andare al miagolio di risentimento e all'offesa diretta. Cerchi di dimostrarsi un po' più civile nelle discussioni, è un consiglio.

Ringrazio invece Orlando Furioso per la lucidità e la serenità con cui ha voluto farmi "sentire la sua campana", perché dissonanze del genere è sempre utile ascoltarle, e magari fossero tutte così… Comprendo naturalmente il suo desiderio di difendere l'amico personale Emanuele Di Dio, ma io, che di tale amicizia non ho mai goduto, potevo solo esprimere un giudizio sull'opera in sé, come fluttuante nel vuoto; giudizio poi opinabile finché si vuole, ma scevro da qualsiasi dato esterno alla lettura. Grazie alla sua annotazione, comunque, mi rendo conto che il mio appunto alla Lilliput (con la quale intrattengo tranquillissimi rapporti) poteva apparire dal tono una critica mentre, nei contenuti, non voleva essere che una precisazione, tutto qui.
Marco Arnaudo
 


A questo punto, continuano ad arrivarci mail più o meno pepate: mi scuso con quanti ci hanno scritto, ma la piega che stava prendendo questa assurda storia mi ha convinto a non pubblicare altri interventi. Come in una guerra, ci sarebbe una sorta di escalation: tu hai detto questo, io allora dico quello, ma allora tu mi devi consentire di dire, ma allora io non posso esimermi dal replicare... 
Basta, mi sono stufato io. 
Divento, per una volta, un censore, altro che re-censore!!!
Leggetevi Bonny-Ed e formatevi un opinione da voi. E' sempre la maniera migliore per giudicare. 
Max Bonati, editor on line Stanza101
 


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