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Le storie di Tiziano Sclavi si lasciano divorare, con i nostri due sfigati alle prese con casi balzani che fanno il verso in chiave ironica alla letteratura gialla e nera americana. I racconti, col passare dei volumi, cresceranno di qualità fino a diventare irresistibili. Ci saranno gangster feroci che ruberanno tir di omogeneizzati al fine di rendere isteriche e paranoiche le mamme; tutto per poter ricattare il sindaco e farsi nominare dittatori della città ("chi controlla gli omogeneizzati controlla il mondo!"); tre assassini chiamati Spararaffica (che si lamenterà continuamente di non poter far secco qualcuno), il Contabile (che intercalerà i suoi discorsi con dei ragionieristici "precisamente") ed il Becchino (le cui frasi preferite saranno "Amen", "Così Sia", "Requiescat in pace"); aspiranti detective ancora più imbranati degli stessi Altai e Jonson, alle prese anche con il tenente Kennan della Polizia di San Francisco ed il suo aiutante, che redige in ogni occasione rapporti in triplice copia. In ogni caso, alla fine delle storie, i nostri due eroi rimarranno sempre senza il becco di un quattrino. Autori di un simile gioiello sono il già citato Tiziano Sclavi e Giorgio Cavazzano (che ha personalmente fornito le opportune indicazioni per la colorazione delle tavole), due nomi che non hanno bisogno di presentazioni. Di Cavazzano, il papà di Dylan Dog afferma: "Giorgio è riuscito, negli anni, ad essere Cavazzano e Disney insieme. Prima c'era riuscita solo gente come Carl Barks". Qui, fuori dall'ambito disneyano, Cavazzano si scatena e le sue tavole sono stupende, colme dell'usuale dinamismo e delle figure plastiche e gommose che hanno da sempre caratterizzato i suoi lavori. Sempre Sclavi dice: "Senza Altai & Jonson, senza Cavazzano, probabilmente Dylan Dog non sarebbe mai nato". Svuotate il borsellino: ne vale davvero la pena. le immagini © Tiziano
Sclavi, Giorgio Cavazzano - Montego |
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