The Invisibles
Bufera Satanica

Grant Morrison, Philip Bond, Warren Pleece
Magic Press, lire 16.000


Calo qualitativo evidentissimo, per The Invisibles. Dispiace dirlo, ma la psichedelica miscela di temi di cospirazione e avventure sciamaniche che tanto ci avevano affascinato in passato sembrano aver perso mordente, trasformandosi in un coacervo di trame e sottotrame davvero difficili da seguire e interpretare. Già il precedente Scienza Nera ci aveva lasciati perplessi, e questo Bufera Satanica non fa che confermare la nostra impressione negativa: la confusione organizzata e meravigliosa degli esordi ci pare sia diventata pura e semplice confusione. 

In Bufera Satanica continua l'ascesa verso un'era di oscurità da parte del re del terrore coltivato dalla corona britannica in sostituzione del figlio della luna che avrebbe dovuto generare Lady D, uccisa in un tunnel francese per essersi ribellata a questo oscuro destino. Davvero nulla nella storia, però, appare convincente: nè la sceneggiatura caotica di Grant Morrison nè tantomeno i disegni eccessivamente cool  di Philip Bond e Warren Pleece.

Certo ci ha fatto una impressione strana una delle copertine della serie, riprodotta nelle pagine interne dell'albo (la potete vedere nell'immagine a destra). E' una splendida giornata di sole, un golem sta bruciando (un gigante dai piedi d'argilla? una torre?) e si intravede un uomo che sta cercando di sfuggire alle fiamme, sporgendosi nel vuoto. Due terroristi invisibili corrono verso la torre, ed hanno legato alla schiena il numero 11. Nel prato 9 (settembre?) lepri non sembrano essere troppo disturbate dagli eventi. Dalla serie che fa di tutte le cospirazioni vere o presunte il proprio background culturale, quest'immagine ha per un attimo spazzato via tutta la nostra razionalità, generandoci un brivido gelato lungo la schiena. 

le immagini © Dc Comics - Magic Press
 


Il vostro parere su Bufera Satanica:
Ho letto "Invisibles" in inglese e a me pare che anche questa terza serie sia valida. Non certo come la prima, ma pur sempre di livello. Avrò anche un debole per Grant Morrison...Mi domando se anche in questo caso non abbiano giocato contro le traduzioni italiane. L'inglese di Morrison ne "Invisibles" è un pò incasinato...
Luca Bernardi

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