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Icaro è ad oggi la storia più venduta dell'etichetta bolognese Coconino, baluardo di un certo modo di intendere il fumetto che pensavamo ormai in Italia destinato all'obìo. Un parco di proposte intelligenti, profonde, coerenti, teso a proporre autori poco conosciuti o immeritatamente dimenticati, ma soprattutto Storie ed Emozioni.
Tornando al volume qui recensito, non c'è da stupirsi per il successo di vendite di questo titolo. Icaro vede infatti come timonieri due maestri del fumetto mondiale, Moebius e Jiro Tanigughi, che con questo parto ancora incompiuto (il secondo albo, si potrebbe dire, finisce sul più bello...) coronano un sogno lungo un decennio: unire le proprie doti artistiche per scrivere e disegnare quel sogno, per liberare il fumetto dalla gabbia che esso stesso si è creato. Qualcosa di più rispetto alla linearità della trama, raccontata in stile molto eighties, che con un pizzico di esagerazione (e provocazione) si sarebbe potuta definire banale: nasce un bambino che riesce a sconfiggere la forza di gravità e viene studiato dal governo in una installazione militare per più di vent'anni; una volta scatenate le prime pulsioni sessuali, il ragazzo riesce però a scappare con l'innamorata, volando oltre le nuvole alla scoperta del mondo. Potremmo sbagliare, ma è un messaggio subliminale quello che abbiamo colto in queste pagine: un invito a tutti gli autori di fumetto a non autolimitarsi, a sfruttare appieno le potenzialità che il medium può offrire, a imparare a volare. Pulitissimi i disegni di Jiro Taniguchi, impeccabile la stampa. le immagini © Moebius,
Jiro Taniguchi - Coconino Press |
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