Channel Zero
Brian Wood
Magic Press, Lire 18.000

Channel Zero mi ha lasciato piuttosto tiepido: ho fatto fatica a leggerlo, giudicando poco emozionante la flebile trama che narra di un America sconvolta (neppure tanto) dall'adozione dell'Atto Media Puliti, che mette nelle mani del Governo l'informazione televisiva e della carta stampata. Gran parte del popolo americano, però, subisce passivamente questo colpo di stato, come ipnotizzato dal tubo catodico e dall'informazione distorta e incanalata nei binari di una rassicurante tranquillità e di una superiorità delle stelle e delle strisce sul resto del pianeta. 

In questa atmosfera, Brian Wood racconta le gesta di Jennie 2.5, una rivoluzionaria che tenta di scardinare il sistema attraverso l'erogazione di segnali televisivi che per qualche minuto si sovrappongono alla regolare programmazione, cercando di comunicare al resto dell'America la realtà delle cose, stimolando la gente ad usare la propria testa senza subire con la bavetta alla bocca tutto quanto gli viene propinato.

Non servono alla trama citazioni più o meno velate del primo episodio di Give Me Liberty, mentre il tratto povero e confuso di Wood fa il resto, incutendo un certo senso di oppressione che dovrebbe giovare alla trama paranoica e invece disorienta: alla fine piacciono più i manifesti propagandistici che qua e là fanno capolino che le tavole monotone e disordinate. Troppo poco...

le immagini © Brian Wood - Magic Press
 


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