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Kuala Lumpur (Malaysia). Che cosa hanno in comune Mayo, spietato killer che chiunque può assoldare per pochi spiccioli, Shion, giovanissima prostituta, Shunichiro Kusaka, uno dei più importanti industriali giapponesi, Kyoko, proprietaria del club Kyo (praticamente una casa d'appuntamenti) e un folto stuolo di altri sordidi personaggi? Fondamentalmente due cose.
Strain si basa su uno spunto non troppo originale (giochi di potere all'interno di una famiglia ricca e invischiata fino al collo in loschi affari politici) sviluppato però in maniera interessante. Ritmo serrato, dialoghi secchi e brillanti, caratterizzazioni intriganti, personaggi che restano impressi e, soprattutto, tavole dallo storytelling impeccabile, impreziosito dal tratto realistico e sinuoso di Ikegami. Un fumetto d'azione appassionante come pochi. L'esistenza di miniserie come
questa dimostra che un fumetto d'intrattenimento non deve essere necessariamente
banale e stupido, ovvero che la cura e l'impegno possono essere riposti anche
nei prodotti cosiddetti commerciali: un'opera indirizzata a un pubblico vasto
non deve essere scadente per natura intrinseca. E dimostra anche che, quando gli
autori hanno talento, il fumetto non teme confronti con altre forme di
entertainment. Ci sono centinaia di film e videogames infinitamente più noiosi
e scontati di Strain... Recensione di Silvio Schirru - Ultrazine le immagini © Buronson,
Ikegami, Shogakukan - Star Comics |
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