Goldfish
Brian Michael Bendis
Black Velvet, € 20,66

  • David Gold è un truffatore d'eccezione: abilissimo e scaltro, sembra uscito da uno dei tanti film di genere che Hollywood ha sfornato nel dopoguerra. Ma non tutto si può vincere con una mano di poker, o al gioco delle tre carte. Ciò che è più importante bisogna sudarselo, conquistarselo, con le unghie e con i denti. Perché, come dice uno dei protagonisti della storia: "La ragione per cui tutto va così a puttane, ovunque, è che l'attenzione è completamente fuorviata. Pensate che la vostra vita sia come un film o uno spettacolo televisivo ed è vostro il nome che precede il titolo. Il problema è che anche le storie di tutti gli altri vanno avanti intorno a voi, e non sono solo delle comparse nella vostra grande epopea... e che questa storie per loro sono importanti tanto quanto lo è la vostra per voi". E allora, se David Gold decide di scrivere il suo futuro andando alla caccia dei fantasmi del passato (in uno scontro all'ultimo sangue con la vecchia amante/complice Lauren Bacall, ora boss della malavita di Cleveland), è inevitabile che la tragedia si compia. Un passo alla volta, inesorabilmente, tutte le tessere del domino cadono fino a travolgere tutto e tutti.

Ciò che convince di più (come sempre quando c'è Bendis di mezzo) è l'assoluta maestria dimostrata nello scrivere dialoghi asciutti, ritmati e realistici, dote purtroppo inusuale nell'ambito del fumetto. I disegni di Goldfish, purtroppo realizzati dallo stesso Bendis, sono invece in certi frangenti addirittura irritanti, e nemmeno il tentativo di far interpretare a personaggi più o meno famosi (es. David Cronenberg, Julia Roberts) i volti dei protagonisti della storia appare pienamente riuscito, anzi... 
Meglio, molto meglio, riesce Bendis nel trasporre l'idea, il soggetto, in una sceneggiatura sapientemente orchestrata, ricca di flashback e utilizzo a piene mani di tecniche cinematografiche. La storia, purtroppo, ha la pecca di un finale eccessivamente irrealistico, da resa dei conti globale che non fa altro che trasformare i personaggi tridimensionali caratterizzati fino a quel momento in copie carbone bidimensionali, prive di quello spessore che ci era sembrato scorgere nelle prime 150 pagine (eh sì, il libro è un volumazzo di più di 250!).

In ogni caso un volume da avere, qualcosa di diverso dalla solita pappa preriscaldata che spesso ci viene offerta in fumetteria. 
Del resto, da casa Black Velvet (ottima, tra l'altro, la cura editoriale dell'opera), non ci si poteva aspettare niente di meno...

Recensione di Max Bonati   

le immagini © Brian Michael Bendis - Black Velvet
 


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