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Gemma Bovery è la protagonista della storia, una donna inglese inquieta e insoddisfatta che cerca di modificare il corso della propria esistenza trasferendosi in Normandia, aggrappandosi a tutto ciò ove è possibile far presa, cercando disperatamente di non scivolare nell'abisso dell'apatia e del male di vivere. Sulle orme di Madame Bovary, ciò che viene raccontato invece è un lento e inesorabile sprofondare, ricco di repentini sbalzi di umore, che accompagnano la protagonista (e il lettore) verso una inevitabile, drammatica conclusione. Francamente sono ambivalente verso Gemma Bovery. A tratti mi è parso una sorta di viaggio verso l'ignoto da parte dell'autrice (vignettista per il quotidiano inglese The Guardian), claudicante (e un po' freddo) errare in territori ostici e inesplorati. Alcune pagine, invece, sono state un tuffo al cuore, con il loro sapiente coniugare parole e immagini, che mostrano il non detto e dettagliano ciò che non si vede. Forte è l'influenza dell'esperienza da vignettista di Posy Simmonds, specie nelle espressioni dei volti e nella costruzione delle scene, sempre efficacissime. In conclusione, un'opera sicuramente da consigliare: qualcosa di diverso e insolito sotto il sole non farà certo dispiacere a quanti rimangono tenacemente entusiasti del fumetto e delle sue molteplici possibili contaminazioni. Recensione di Max Bonati le immagini © Posy
Simmonds - Hazard Edizioni |
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