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E’ certo troppo presto per emettere la parola che squadri da ogni lato The Invisibles nel suo insieme. Ora abbiamo tutto il materiale disponibile e possiamo dichiarare aperta la caccia all’esegesi. Negli anni a venire gli eroici scrutatori che già adesso svelano ogni più criptico messaggio subliminale, ogni perturbante simmetria, ogni immagine che appare ribaltando la tavola, perfezioneranno l’interpretazione e scoveranno, in filigrana dell’intera serie, il nome segreto di Dio, una mappa del cervello di Morrison o un rituale per evocareYog-Sothoth. Scopriremo, come ora sospettiamo soltanto, che The Invisibles e’ assolutamente perfetto e si basa su una costruzione prismatica da cui neanche uno spillo può essere tolto o aggiunto. Sino ad allora, però, se l’emozione di lettura conta ancora qualche cosa, tutto quello che ci viene da dire dopo aver letto l’ultimo numero di The Invisibles e’: Tutto qui?
Aspettiamo, dunque, il buon profeta che ci spieghi fino all’ultimo retino tutto The Invisibles: ma quando anche questo accada, la paura è che potremo al massimo capire, non più amare. E sulle ultime pagine di The Invisibles, tirate via come tradissero che non si sapeva più dove andare a parare, non possiamo evitare di chiederci ancora una volta: Tutto qui? Recensione di Marco Arnaudo le immagini © Grant
Morrison, Dc Comics - Magic Press |
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