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Il Signor Jean:
Prima le Donne e i Bambini
Scrive Andrea Campanella nell'editoriale del nuovo numero della rivista Cut-Up, che ho avuto occasione di leggere in anteprima: "Il pubblico italiano deve crescere, deve considerare il fumetto come qualcosa di più di mezz’ora di svago, o qualcosa da collezionare a mo’ di feticcio. Torniamo alla letteratura a fumetti cara a Hugo Pratt, arriviamo a pagare tra le venti e le trenta mila lire per un volume, ad investire in qualcosa che ha un valore!". Come non essere d'accordo? Come possiamo sperare nella rinascita del fumetto d'autore italiano, nella scoperta di nuovi talenti al tavolo da disegno se poi l'unica possibilità per essi è quella della rischiosissima autoproduzione o dell'accettazione di standard popolari, snaturando il proprio tratto pur di mettere qualcosa sotto i denti (non tanto metaforico, state tranquilli...)? Non so se la soluzione passi per l'educazione all'acquisto del prodotto libro, ma di certo ognuno di noi fumettofagi può rinunciare tranquillamente ad una serial ormai senza mordente: se, con i soldini risparmiati, ognuno di noi imparasse a provare qualcosa di nuovo e sconosciuto, forse il mondo del fumetto sarebbe un po' diverso da quello che è ora. E
allora, proviamo questo divertente albo della coppia Dupuy-Berberian, leggiamo
le prime storie del Signor Jean, mezzo Loco Chavez mezzo Malaussene, dei suoi
amori difficili, dei suoi amici un po' paranoici, dei suoi genitori standard. Le immagini © Dupuy, Berberian, Les Humanoides Associes, Macchia Nera |
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