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Leggendo Mano, la splendida rivista/libro diretta da Giovanna Anceschi e Stefano Ricci, la parola che nasce spontanea è "rigore". Un rigore stilistico e contenutistico che non ammette incertezze né esitazioni. Un rigore che non si piega a facili scelte che ammiccano al lettore, ma che gioca d'azzardo a partire dalle innovative copertine e dall'impaginazione essenziale. Mano afferra con forza il lettore
curioso e lo guida su sentieri diversi, percorsi invisibili che puntano tutto
sull'anomalia, su inediti a fumetti - sempre in un rigoroso bianco e nero -
obliqui per tematiche e approccio grafico, piccole-grandi gemme incastonate nel
cuore pulsante del Fumetto. Ed in più, un approfondimento affidato a lunghe
interviste che sondano l'anima dell'intervistato, ricche di particolari e
riflessioni, a scritti e disegni che gettano luce sui misteri che innescano i
processi creativi. Un insieme di materiali di respiro internazionale che
costituiscono sovente una sfida impegnativa per chi legge ma ricca di
soddisfazioni anche solo per averla intrapresa.
Lo spazio "Scritti" regala, tra gli altri, un colloquio parigino con il grande scrittore noir James Ellroy e il racconto "Il soffio delle FARC" di Valerio Evangelisti che ci immerge in un esplosivo e attualissimo complotto tra Colombia e USA. A chiudere, la ricchissima sezione "Disegni" che consente di dare una rapida occhiata al regno privato dei disegnatori fatto di taccuini, schizzi, improvvisazioni, carta aggredita e segni veloci che sono la memoria della loro Arte, delle loro creazioni passate, presenti e future. Interventi di Enzo Cucchi, una serie di disegni di Thierry De Cordier, un'incursione tra i quaderni di sketch e appunti di Eva Marisaldi e tra le carte dello spagnolo Isidro Ferrer, una campionatura dai ricchissimi carnet di disegni di Jaques Tardi, e le chine visionarie di Fredéric Poicelet. le immagini © degli
autori - Coconino Press |
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immagini ed i marchi riprodotti in queste pagine, dove non indicato
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