La Storia di Bird # 1
Il Tatuaggio
Trillo, Bobillo
Alessandro Editore, € 14,98

Mi aspettavo qualcosa di più, da questo nuovo cartonato targato Carlos Trillo, ovvero uno dei migliori sceneggiatori di fumetti sulla piazza. Dapprima scrittore sul giornale satirico argentino Satyricon, Trillo trova il grande successo a partire dal 1975, con la creazione di uno dei suoi più riusciti e spassosi personaggi, quel Loco Chavez che con il suo clima dolceamaro raccontava storie piccole, di persone che tenacemente lottavano per trasformare i propri sogni in realtà. Sotto la dittatura dei generali, questi personaggi teneri e un po' indifesi, i loro sforzi per vincere qualche battaglia con un sorriso, rappresentavano un vero e proprio inno alla libertà e alla gioia di vivere.

Dopo quell'enorme successo, la carriera di Trillo è stata costellata da una serie quasi infinita di creazioni gustosissime, che raramente hanno sofferto della prolificità dello scrittore, che è riuscito a coniugare con grande sagacia quantità e qualità, dote non comune tra gli sceneggiatori del fumetto più o meno seriale. Una sequela di personaggi e historietas comunque indimenticabili (Slot Machine, Uscita di Sicurezza, Bruno Bianco, Frutto Acerbo, Fulù, Spaghetti Bros, Cybersix e tanti, tantissimi altri) che mi bastano per considerarlo uno degli... intoccabili.

Questa volta, però, la nuova creatura dello scrittore argentino mi ha convinto poco. Anzi, lo sceneggiatore di cui ho fino ad ora cantato le lodi mi pare si sia lasciato andare ad una scrittura tutto sommato scontata che, anzi, mi è sembrata fare il verso a diverse sue stesse creazioni del passato. Bird è una ragazza in fuga da tutto e da tutti, da un mondo vicinissimo che la vuole incapace di intendere e di volere: il fratello trafficone non sopporta che il patrimonio di famiglia sia stato assegnato per eredità alla sorella minore, e allora architetta un piano diabolico per internarla e ridurla all'impotenza con droghe di ogni tipo. Ma Bird vola via, ed in questo primo volume ci viene raccontato con dovizia di particolari il suo passato: tutto scritto in modo tecnicamente ineccepibile, ma nessuna scintilla di emozione è scattata, nessun battito accelerato ha scosso il mio cuore. Mi auguro quindi che già dal prossimo numero la trama si sollevi da questa patina di mediocrità, cui ha contribuito il disegnatore Juan Bobillo con scelte cromatiche niente affatto convincenti.

Max Bonati

le immagini © Strip Art Features - Alessandro Editore
 


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