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Un po' ingenuamente forse, ci siamo accostati a questo seguito del Cavaliere Oscuro sperando di riprovare la cupa magia di quella lettura, e paradossalmente lo scatenarsi di un'emozione analoga è stato intiepidito proprio dalla scoperta di materiale che ci è parso un tantino troppo analogo… Il Cavaliere Oscuro è sempre il tetro giustiziere che ha più del pipistrello che dell'angelo (e fin qui ci siamo), il nemico è sempre un governo dittatoriale che si avvale di controllo mediatico (e anche qui non è fuor di luogo), Superman ci fa sempre la figura del ragazzone che va troppo per le spicce… insomma, tutto bene, ma forse (almeno a giudicare solo questo incipit) con poca linfa fresca rispetto al primo. Naturalmente non siamo che all'inizio delle uscite, e già nel finale di questo volume veniamo avvinti dal ritmo dello scontro tra Superman e Batman con una potenza che fa passare in secondo piano ogni altra considerazione. Sembra ancora presto, comunque, per decidere se questo Cavaliere Oscuro sarà una fondamentale opera di rottura come il primo; speriamo solo che nel prosieguo Miller raggiunga, anche narrativamente, una cifra che lo scampi dal rischio di fare manierismo di se stesso. Ipnotici
e affascinanti, come sempre, i disegni (era il caso di dirlo?), supportati da
colori di Varley che rendono giustizia agli scabri e solenni volumi di Miller,
aggiungendo invenzioni cromatiche ben supportano l'atmosfera
tecnocratico-fantascientifica della vicenda. Sono una vera gioia per l'occhio
quelle tensioni di forme, quei potenti blocchi che mostrano la forza della
pietra e nel contempo si sanno torcere e deformare come vetro appena soffiato, o
seta. Marco Arnaudo
Ho
comprato DK2 in originale perchè Miller è Miller. Non potevo perdermi il nuovo
Cavaliere Oscuro. Dovevo esserci, ma ... Mi
torna in mente quello che Alex Ross disse quando si diffuse la voce di Miller al
lavoro su DK2. Disse qualcosa del tipo: "Io non l'avrei mai fatto. Non
ha senso. So perchè Miller lo sta facendo, si sta trasferendo di nuovo a New
York e sapete tutti quanto costino gli appartamenti nella Grande Mela!". Che Miller avesse qualche altra storia, valida, del Cavaliere Oscuro da proporre? Ne dubito. Non mi viene in mente un passaggio che uno, memorabile, forse il sesso selvaggio tra Superman e Wonder Woman (se è sul numero 2 scusate per la fumosa anticipazione ;-)), forse ... ma per il resto è sempre il solito approccio "grim and gritty". Ed i disegni sono assolutamente tirati via, con dei colori che affannosamente cercano di dare un tocco in più che ne mascheri le mancanze, e falliscono anch'essi. Miller disegna come se fosse il bianco e nero di Sin City, senza tener conto che poi ci sarà la fase di colorazione, e dire che la colorista è la moglie! Avrebbe dovuto avere il coraggio di proporre un Batman in bianco e nero, assoluto, dicotomico. Ecco... poteva essere una trovata. Invece ... Diciamocelo, francamente, DK2 è una solenne delusione. Non c'è necessità d'attendere la lettura del terzo volume, non esiste trovata capace di ribaltare tutta l'inutilità di una operazione simile. Non è possibile salvarsi in extremis e strappare un "sufficiente". E pensare che aspettavo con ansia l'uscita di Jesus! Su Ultrazine, dagli amici di Rorschach un'altra recensione del DK2 su http://www.ultrazine.org/ultravisioni/dk2/dk2.htm le immagini © DC
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