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Considerato però che questa storia è uscita anche in Italia, al di fuori della serie regolare dell'Uomo Ragno (speriamo per motivi legati ad iniziative benefiche come è stato negli USA), scriverò su questa pagina le mie usuali e sintetiche impressioni di lettura, da semplice appassionato di fumetti, tralasciando considerazioni personali su ciò che sta a monte di questo albo. Non ci sono parole. E' questa la frase che viene scritta da Straczynski in una delle scene più commoventi della storia; ma è una frase che viene da lui disattesa, con una verbosità davvero pesante che, specie nel finale, diviene difficile da sopportare. Meglio, molto meglio, i momenti di silenzio, esaltati dagli splendidi disegni di John Romita Jr: il silenzio dei supereroi e dei supercriminali, che è il nostro silenzio. L'ideale del supereroe, che sorregge con noi i fardelli più pesanti. Di questo ci ricorderemo. Non ci sono altre parole. Quali altre potremmo trovare? Max Bonati le immagini © Marvel
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