La Principessa Zaffiro #1-3
Osamu Tezuka
Hazard Edizioni

Nel corso del 2001 la Hazard edizioni ha presentato al pubblico italiano Ribon no kishi (lett. "Il cavaliere col fiocco"), shojo di Osamu Tezuka, sotto il titolo di "La principessa Zaffiro", già adottato negli anni '70 dalle emittenti televisive italiane. L'opera, tuttavia, si discosta in parte dalla versione animata (uscita in Giappone nel 1967) che il pubblico ricordava anche per via della collaborazione di Masaki Tsuji (co-regista e co-sceneggiatore dell'anime) che affiancò l'indaffarato Tezuka.

Prima che Zaffiro nascesse, l'angelo Tink aveva fatto ingoiare all'infante, destinata ad essere una donna, un cuore da uomo. Quando nasce, si diffonde la voce tra il popolo che Zaffiro sia un maschio. L'equivoco è dovuto al diverso registro linguistico usato dal popolo e gente di corte. Non potendo, secondo le leggi di Goldland, regnare una donna, i regnanti decidono di mantenere il segreto sull'identità sessuale del giovane erede per impedire che il titolo regale passi al Granduca Duralmin. Zaffiro viene dunque educata come un maschio; e solo di rado e lontano da occhi indiscreti le permettono di comportarsi come una ragazza. Quando la ragazza si recherà in città con una parrucca bionda, s'innamorerà del principe Franz Charming. A causa di certi intrighi di corte, verrà svelata l'identità di Zaffiro, che verrà cacciata dal regno e che non potrà nemmeno contare sull'appoggio del giovane amato, che non conosce la sua vera identità e che nutre profondo odio per il principe Zaffiro.

L'ambiguo comportamento della protagonista ricordano la diversità di altri personaggi di Tezuka: Tetsuwan Atom (Astro Boy) e Leo in Jungle Taitei (Kimba il leone Bianco), entrambi diversi dall'uomo, eppure dotati di sensibilità umana. Qui il tema della diversità viene però affrontato in maniera inedita. Il ritrarre le due sfere sessuali in uno stesso individuo permise a Tezuka di porre l'enfasi sui conflitti derivanti dai due poli contrastanti dell'individuo e rivelando ben altre implicazioni sociologiche: la difficoltà di conciliare il ruolo della donna nella cultura giapponese ed il modello occidentale della donna che giungeva in oriente dopo l'integrazione economica del dopoguerra. Con quest'opera, l'autore getterà le basi di un nuovo genere, presto imitato da altri mangaka, lo "shojo", ovvero il manga per ragazze.

Ribon no kishi, pubblicato a puntate sulla rivista Shojo Kurabu a partire dal 1953, traeva ispirazione da due favole del mangaka e coinvolse l'allora giovane autore per circa 14 anni, durante i quali realizzò quattro versioni del manga. Quella che noi oggi possiamo leggere è la terza, reputata dall'autore la versione definitiva dopo l'insuccesso clamoroso della quarta, di cui lui aveva realizzato solo il soggetto, che fu interrotta dopo il settimo episodio.

La versione definitiva assume un tono più fiabesco attraverso la comparsa del pirata Blood, figura che da enfasi agli equivoci che nasceranno tra Zaffiro ed il principe Franz, e la sostituzione di Mefisto, il diavolo che vuole impadronirsi di uno del cuore da ragazza di Zaffiro, con la signora Hell, la strega che vuole donare il cuore della giovane principessa alla propria figlia.

Attraverso dei disegni rotondeggianti e ricchi di connotazioni satiriche, l'autore ci conduce in un mondo fiabesco, che risente dell'influenza della Disney, creando una commedia capace di affascinare adulti e bambini.

Marco Milone - www.ultrazine.org   

le immagini © Osamu Tezuka - Hazard Edizioni
 


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