Ruse #1
Mark Waid, Butch Guice
Lexy Produzioni, € 8,26

E' stata una piacevolissima scoperta, questo Ruse, scovato nello scaffale delle novità della mia fumetteria di fiducia. A prima vista, il marchio Crossgen mi aveva fatto tralasciare un'indagine accurata sull'albo (nulla, di quell'etichetta, mi aveva infatti fino ad oggi particolarmente impressionato); poi, dietro consiglio del mio spacciatore di tavole a quadretti, ho sfogliato il volumetto. Qualcosa (probabilmente il non esplicito e pacchiano uso di superpoteri coniugato ad un'ambientazione vittoriana) mi deve aver convinto a dare una chance a questo nuovo prodotto editoriale, considerato che la mia borsa della spesa si è arricchita di un albo (ed il mio portafoglio alleggerito di più di 8 euro, decisamente troppi per tre storie, ma tant'è...).

Simon Archard è un investigatore tutto ingegno e analiticità, piuttosto antipatico nel suo elevarsi a figura sopra tutto e tutti. Il suo fiuto nel diramare alla Sherlock Holmes anche il più intricato dei casi ne fanno però un cittadino assai rispettato di Partington, città che sembra uscire dalla penna di Sir Conan Doyle se non fosse per i gargoyle che non solo sono appollaiati sui tetti e le facciate dei palazzi, ma infestano ad ali spiegate i cieli, donando all'ambientazione già affascinante un pizzico di fantastico in più. 

Emma Bishop è l'assistente... ehm, socia... di Archard, figura principale di questo primo trittico di storie; scopriamo infatti che Emma è in grado di usare dei poteri, ma ci viene anche spiegato che il loro utilizzo potrebbe prosciugarla, avvantaggiando la nuova arrivata in città, la sensuale e diabolica Miranda Cross. Il piano architettato da Miranda sta attuandosi senza intoppi, ed il cerchio intorno a Simon ed Emma sta per chiudersi, con l'investigatore accusato di omicidio ed il sindaco che chiede l'impiccagione di quello che fino ad allora era considerato il cittadino più rispettabile di Partington.

Ottimo il lavoro di Mark Waid: sono sempre restio a fare dei paragoni con altre serie, ma tanto per darvi delle coordinate mentali direi che siamo, almeno in fatto di gusto, in un incrocio latitudine ABC longitudine Astro City. Apprezzabili anche i disegni di Butch Guice.  

Discutibile, invece, la scelta della Lexy di presentare in questo peraltro curatissimo albo solo tre episodi. Considerato che i cicli di Ruse constano di quattro storie, è del tutto evidente che la trama si interrompe sul più bello. Non solo, dovremo aspettare quattro mesi per leggerne la conclusione. E fra quattro mesi saremo al punto di partenza, dovendo aspettare altri quattro mesi per leggere il quarto episodio del secondo ciclo... Mah...

Max Bonati   

le immagini © CrossGeneration Comics - Lexy Produzioni
 


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