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Sono estremamente rare le occasioni in cui il mito dei vampiri viene trattato in maniera originale, fuoriuscendo dagli schemi tradizionali; quando ciò accade, nascono delle piccole perle, degli inaspettati b-capolavori, come è il caso di questo Il Vampiro Che Ride, di Suheiro Maruo, quarantaquattrenne giapponese per la prima volta pubblicato in Italia grazie all'intraprendente neoetichetta Coconino Press. L'autore ci guida in un viaggio malato nella psiche dei protagonisti della storia, colpendoci con scene di violenza efferata, sesso esplicito, e gran profluvio di liquidi organici. Tra questi il sangue è un incubo incombente, o un sogno che fiorisce nella testa: tutto ci ipnotizza, scandendo nella nostra mente l'incedere frenetico degli avvenimenti. Maruo calca soprattutto la mano sulla violenza giovanile gratuita e la pratica dell'enjokosai, ovvero il vendersi agli altri delle collegiali giapponesi per potersi permettere i capi della moda occidentale. Ma in questo cupo panorama, verso la fine del romanzo ecco esplodere uno dei baci più erotici della storia del fumetto, uno scambio di saliva e sangue tra due vampiri adolescenti, mentre la città sembra festeggiare l'empia ma sensualissima unione con fuochi d'artificio gaudenti nel cielo. Grande ritmo, disegni efficacissimi, storia agghiacciante. Quando il buio si avvicina, guardatevi alle spalle. Nell'ombra, un vampiro potrebbe ridere della vostra normalità. Leggi l'intervista di Igort all'autore Suehiro Maruo le immagini © Suheiro Maruo, Akita Shoten, Coconino Press |
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