Ai Tempi di Bocchan #1
Natsuo Sekigawa, Jiro Taniguchi
Coconino Press, lire 22.000

Per un occidentale risulta difficile capire appieno la cultura giapponese, gli usi e i costumi di un popolo troppo spesso tratteggiato attraverso sterili luoghi comuni e giudizi superficiali dovuti a lontananza e ad ignoranza. 

Uno dei fattori limitanti questo pieno apprendimento è costituito senza dubbio dalla scarsa conoscenza della storia giapponese, che nell'italiano medio si limita solitamente al ricordo sfuocato di samurai, bombe atomiche e kamikaze.

E' allora interessante leggere questo primo volume della pentalogia di Bocchan, che ci racconta del Giappone nell'epoca Meji (un periodo importante a cavallo tra ottocento e novecento, che segna il passaggio dall'era feudale a quella industriale) attraverso i ritratti di cinque diversi protagonisti, storie indipendenti l’una dall’altra che si concludono nell’arco di due volumi ognuna. 

Il primo albo de "Ai Tempi di Bocchan" racconta di Natsume Soseki (1867-1916), scrittore simbolo di un'intera epoca, viaggiatore e studioso che, dopo essere stato inviato a Londra per scoprire la civiltà e i segreti dell'Occidente, torna in patria con un profondo sentimento di amore-odio per una cultura che sta contaminando la tradizione giapponese. Partendo da questo spunto, Sekigawa e Taniguchi delineano un ritratto fedele dell'era Meji, attraverso un approccio quasi documentaristico (a volte persino troppo didascalico) e una narrazione non lineare, fatta di storie e flashback temporali che si intersecano precisi.
Fondamentale il supporto storiografico presente nel volume, la cui veste grafica risulta peraltro perfetta, tanto da aver meritato il plauso dello stesso autore.
Ne riparleremo di certo al termine della saga.

Leggi l'articolo: Taniguchi parla di “Ai tempi di Bocchan”

dello stesso autore: Leggi la recensione di "Al Tempo di Papà"

   
le immagini ©
Taniguchi Jiro, Sekigawa Natsuo, Futubasha inc, Coconino Press 


Il vostro parere su Ai Tempi di Bocchan #1
Bello , anche se tutte le note storiche relative ai personaggi e ai cambiamenti in atto nella società/politica giapponese causano un continuo spezzettamento
della trama della storia. Diventa quindi difficile la lettura, in alcuni punti direi noiosa.
Giudizio positivo in particolare per i disegni, che sono superbi. 
Alessandro ( patlabor@tin.it )

Ho finito di leggere il 2° volume ieri sera. Letti di seguito i 2 volumi risulta molto più discorsivo e meno frammentario (come diceva il lettore Alessandro prima). Ma a parte questo mi ha notevolmente colpito il modo sincero e fedele di come viene rappresentato il periodo meji. Credo che il maestro Jiro sia il miglior fumettista in quanto rappresentazione della cultura giapponese!
Personalmente ho letto tutte le sue opere pubblicate in Italia ed ogni volta mi lascia abbondantemente soddisfatto.
Senza parlare del disegno, un tratto così semplice e pulito che non può che piacere.
Secondo me Taniguchi è un poeta del fumetto...
Inoltre vorrei spezzare una lancia in favore della Coconino Press che coraggiosamente sta mettendo in circolazione vere e proprie opere d'arte (come il libro in questione) distaccandosi dal mercato volto in gran parte alla quantità più che alla qualità.
Buona lettura a tutti.
Luca (tenderbranson@tin.it)


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