Taniguchi parla di “Ai Tempi di Bocchan”

La mia collaborazione con Sekikawa è vecchia di una ventina d’anni. Adesso non ci frequentiamo più tanto: ognuno di noi è preso dalle sue nuove collaborazioni. Ma abbiamo fatto davvero molte storie insieme. C’era per esempio Hotel harbour view che in Italia è stato intitolato Tokyo killer. Questa storia la abbiamo fatta quando? Mi pare una quindicina di anni fa. Sekikawa è uno scrittore molto poliedrico, si occupa di reportage e di non fiction in genere, svolge anche attività di critico però e scrive anche romanzi. Una personalità interessante, non molto comune in Giappone. 

E’ stato un editor a metterci in contatto tanti anni fa. Voleva che disegnassi qualcosa di nuovo per la casa editrice Futabasha e mi parlò di  Sekikawa. Lui dal canto suo propose di ambientare una storia al periodo Meiji. Questa proposta fu accettata.  Così è cominciato tutto. A quel tempo non credevo che avremmo avuto molto successo. Non c’erano tanti altri fumetti ambientati in quel periodo e quelli che c’erano, da un punto di vista narrativo, erano molto meno lenti di Bocchan no jidai. Però quando mi sono imbattuto in questo testo  ho subito pensato che c’era qualcosa di prezioso, era uno stimolo forte a lavorare sull’atmosfera. Nel periodo Meiji, che per noi è molto importante, si mettono le basi per il Giappone moderno, era un periodo di grande trasformazione e mi sembrava che ci fosse una altra aria, una atmosfera leggera, che avrei voluto disegnare. In un certo senso ho cambiato stile, per cogliere meglio l’aria leggera di quell’epoca.  

Poi, quasi inaspettatamente,  come dicevo, il primo volume  è stato accolto in maniera molto positiva. E’ stato il mio più grande successo. Accade sempre così, quando meno te lo aspetti una parte del tuo lavoro viene amata dal pubblico più di un’altra che magari tu credi sia più diretta, più immediata.  

La storia fu pubblicata sul settimanale Manga Action. Io però disegnavo molto lentamente. Per le prime tre puntate sono riuscito a mantenere la periodicità della rivista poi è stato chiaro, non ce la facevo a seguire quel ritmo. Troppo sostenuto. Così la cadenza è diventata più incerta, e la pubblicazione meno regolare. Avevo tre assistenti in quel periodo, che mi aiutavano a mettere i mezzitoni con i retini e a curare gli sfondi. Ma nonostante tutto era impossibile. La mia idea di qualità non mi permetteva di sorvolare certi particolari che per il mio modo di disegnare sono importantissimi. Per esempio la cura nella ricostruzione storica, i dettagli insomma. O , per fare un esempio il colore chiaro delle tavole. A me non piacciono le pagine molto scure o contratsate e questo tipo di grigio bianco che caratterizza il mio stile  richiede un lavoro molto preciso e complesso.  
A peggiorare le cose posso dirti che a questa mia lentezza si sommava quella di Sekikawa scrittore. Magari, inconsciamente, era un modo per richiamarsi al ritmo lento del periodo Meiji, non so. 
Lavoravamo così: Sekikawa mi dava il testo e io cominciavo a disegnare,  poi quando raggiungevamo una ventina di pagine all’incirca le si stampava. E io andavo ancora avanti sino alle venti pagine seguenti. Così è nato questo manga.


Chi è Jiro Taniguchi ?
Jiro Taniguchi nasce a Tottori, in Giappone, nel 1947. 
Ha al suo attivo una cinquantina di opere e con il tempo si è conquistato una fama che ha superato i confini del Sol Levante.
I suoi racconti spaziano, da un genere indefinibile e tipicamente giapponese, storie quotidiane come quelle raccontate nel libro Haruku hito (L’uomo che cammina, edito in Italia da Planet Manga) sino a storie di genere. Hard Boiled o Samurai, avventura o storie di animali poco importa.
Con Natsuo Sekigawa ha pubblicato una serie di volumi noir editi nel suo paese dalla casa editrice Futabasha.  Una lunga collaborazione che ha portato alla stesura di questo Bocchan no Jidai. Un lavoro di oltre dieci anni premiato con il prestigioso Osamu Tezuka Award. 
In questo lungo affresco si racconta la storia di Natsume Soseki, scrittore, viaggiatore, studioso. Un uomo a cavallo tra due epoche: il vecchio Giappone feudale e la nuova nazione industriale che muove i primi passi.Ai tempi di Bocchan è infatti sia una storia personale che un viaggio nel Giappone  di altri tempi, tratteggiato con l’incedere di una sinfonia e con il ritmo del grande romanzo.

le immagini © Taniguchi Jiro, Sekigawa Natsuo, Futubasha inc, Coconino Press
la foto
© Casterman
i testi
© Coconino Press


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