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"Il 17 marzo 1993 Cristobal T., sposato, impiegato, si coricò, come di consueto, intorno a mezzanotte. Quando si svegliò - alle 7 di mattina, come di consueto - si ritrovò nell'ospedale Son Dureta, a Palma di Mallorca. Erano passati 40 giorni. La prima cosa che Cristobal fece dopo aver aperto gli occhi fu di chiedere carta e penna alle attonite infermiere. Nelle settimane seguenti, il Signor T. riempì tre quaderni con un resoconto dettagliato di quanto aveva sognato. Le pagine che seguono sono la trascrizione grafica del suo racconto". Con questo incipit si apre Il Lungo Sogno del Signor T., romanzo a fumetti scritto e disegnato da Francesc Capdevilla (in arte Max), quarantaquattrenne iberico che con quest'opera ha vinto il premio come Miglior Sceneggiatura nell'edizione '98 del Salon del Comic di Barcellona. Ed in effetti il premio è meritato in pieno, visto che le 80 originalissime pagine del volume si leggono d'un fiato, in un onirico viaggio nel subconscio della mente umana che disorienta ogni volta, come disorientano certi sogni che la notte accompagnano i nostri sonni inquieti. E come nei sogni spesso si apre improvviso il vuoto sotto i nostri piedi, così la lettura di questo romanzo ci desta la straniante sensazione di cadere, avvinti nel gioco di scatole cinesi del sogno dentro un sogno dentro un sogno dentro... E se proprio dobbiamo muovere un appunto piccolo piccolo alla sceneggiatura, trasposta su carta con un tratto ruvido e sporco assolutamente adeguato a ciò che si racconta, non ci ha convinto troppo l'eccesso di spiegazioni fornito al lettore nelle ultime pagine del libro: come in un sogno, avremmo preferito svegliarci un po' intontiti, con più domande irrisolte che risposte illuminanti. |
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