Zoé
Chabouté
Kappa Edizioni, lire 16.000

Avevamo sentito parlare molto bene di questo nuovo autore francese, vero astro nascente del fumetto d'oltralpe, ed è quindi con grande curiosità che ci siamo apprestati alla lettura di questo Zoé, prima sua opera ad essere presentata in Italia.

In attesa di poter mettere le mani su Qualche Giorno d'Estate, albo vincitore del premio Alph-Art Coup de Coeur ad Angouleme 99 (che verrà presentato in Italia dai tipi delle Edizioni  Bande Dessinée), abbiamo dunque fatto la conoscenza di questo autore attraverso le pagine di una storia cruda che, forse un pizzico banale nel soggetto (potrebbe essere un bel plot di Dylan Dog), risulta ottimamente sceneggiata e disegnata in maniera altrettanto efficace.

Zoé esce di prigione dopo dieci anni dal giorno di una rapina finita male e, per ricominciare, decide di insediarsi a La Goule, un piccolissimo borgo di campagna, trenta anime in tutto. Cosa c'è di meglio delle infinite distese di grano, dei boschi verdi e profumati per sfuggire oltre che col corpo anche con la mente dai muri e dalle sbarre, per riassaporare finalmente la libertà perduta? Tristemente, invece, Zoé scoprirà in quei pochi abitanti segreti inconfessabili e verità nascoste, una cappa nerissima che ormai ha contaminato tutto e tutti. Fino ad un tragico e commovente epilogo che rappresenta uno dei momenti più drammatici e intensi dell'intero albo.

Piacere di averla conosciuta, Signor Chabouté. Speriamo di rincontrarla presto.

le immagini © Editions Vents d'Ouest/Chabouté - Kappa Edizioni 


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