Il
vostro parere su Povero Pinocchio:
Il formato è grande, tipo Asterix, ma spillato, 24 pagine, a colori. Stampa
e carta ottimi. La storia sembra essere l'ennesima rivisitazione del classico di
Collodi, ma 24 pagine sono un po' pochine, e difatti dell'opera di Collodi sono
presenti solo Pinocchio, il Gatto e la Volpe e un paio di altre citazioni. Credo
che qui Pinocchio sia poco più di un pretesto, non ci sia da parte degli autori
l'intenzione di raccontare la loro versione di Pinocchio: "Un burattino non
si fa domande, non deve studiare, non deve rispondere di niente a nessuno e se
ne sta in vacanza. Mette in pratica quello che i bambini in carne ed ossa
possono solo immaginare di fare proprio perchè bambini. E allora perchè
dovrebbe diventarlo?". Credo che il concetto finale si possa trovare
riassunto in queste frasi, scritte dagli autori stessi nel risvolto della
copertina.
Il fumetto inizia con due tavole in cui sono disegnati dei burattini classici
che recitano in un carro, fra cui compare Pinocchio. Raccontare il resto della
storia è un po' difficile, perchè le figure di Pinocchio e di un bambino che
"si ribella" si intrecciano in piani narrativi che sembrano paralleli
ma che si intersecano. Pinocchio che fa le sue esperienze (con il Gatto e la
Volpe, per esempio), e che ritiene importanti per imparare... altrimenti non
avrebbe mai, se fosse bambino, la possibilità di provare e di imparare di
persona. "Le mie monellerie, le mie burattinate, mi fanno scola più di un
bravo maestro. Se nascevo subito bambino giammai l'avevo un insegnante così.
Secondo me tutti dovrebbero nascere burattini, cosicchè dopo vogliono diventare
bambini", ragiona Pinocchio in una vignetta. Non ci sono refusi,
volutamente Pinocchio parla così. Il lessico talvolta ricorda quello
ottocentesco di Collodi ("Buon bagno, signori assassini!"), e la cosa
non può che fare piacere. Ovviamente a me! :))
Il piano temporale del racconto non sembra essere coerente... sembra quasi che
ci siano poche scene del Pinocchio collodiano, con continui flashback, alcune
del Pinocchio "riflessivo" e altre di un bambino che vuole rifuggere
la sua reatà, diventare forse burattino, acquisire lo status di marionetta,
perchè più libero, spensierato, e forse in definitiva più capace di imparare,
per poi alla fine sperare e voler essere un bambino di nuovo... pur sempre con
l'idea che prima o poi dovrà diventare grande.
Sono solo 24 pagine, ma dense e complesse. Forse il bambino di pochi anni può
apprezzare i disegni, semplici e chiari, colorati a pastello e acquerello, molto
graziosi, ma indubbiamente il genitore avrà delle difficotà a spiegargli il
resto della trama. 24 pagine che fanno riflettere, non solo sull'innegabile idea
del bambino che non vuole crescere, o che, meglio, crescere significa perdere
quel modo di essere tipico dei bambini: ingenui, ma felici, che non si pongono
troppe domande ("Ancora non sono ragazzo e già mi faccio un sacco di
domande... che prima non me le sono mai fatte.. chissà poi dove sono le
risposte" - ragiona Pinocchio) ma anche che ribalta il concetto di bugia
presente nell'opera di Collodi: "I grandi mi diranno tante bugie come se le
dicono tra loro", dice il bambino in carne ed ossa, e non si può non
dargli ragione.
Il bambino reale, a scuola, si rende conto che maestro e compagni sono dei
burattini loro stessi (una reminescenza pinkfloydiana?), e vuole scappare (e
scappa) da questo, vuole essere come Pinocchio, libero, libero dai fili del
burattinaio che lo trattengono, e libero di sbagliare, di fare marachelle, ma di
imparare, alla fin fine, perchè si rende conto che dovrà comunque imparare,
che dovrà comunque diventare grande... ed essere grandi non è sempre bello.
"I grandi dicono che bisogna crescere per capire... io adesso capisco
benissimo". Un'ultima frase, che non riporto (andatevela a cercare in
fumetteria! :PPP), bellissima, chiude il libro, ma apre nuovi pensieri e
riflessioni (che possiamo anche impostare qui! ^__^).
Se non si era capito, il libro è IMHO consigliatissimo!!
MailMaster C.
E' un rischio
muoversi con il BEST SELLER (Dopo la Bibbia c'è il discolo fiorentino...ma la
Bibbia è la Bibbia!!!)...si puo' obiettare la scelta esigua degli episodi
scarni rivisitati...ma per meno di 30 pagine non si puo' pretendere altro no?
Leggetelo gente...
Giovanni Esposito
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