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Ci sono storie che ti rimangono impresse nell'anima, che scavano dentro di te fino a raggiungere il cuore, lacerando, ferendo, lasciando cicatrici. In ambito fumettistico, le storie che hanno tale intensità sono obiettivamente poche: quando hai la fortuna di leggerne una, ne fai tesoro. Cerchi, con tutte le tue forze, di convincere chi ti sta accanto del potere delle immagini e delle parole, facendo superare loro ogni pregiudizio, ogni limitante ostacolo alla diffusione dei romanzi disegnati.
Questo mondo ti entra dentro, i topi ebrei, i gatti nazisti, i maiali polacchi, i cani americani: la Storia ti si attacca addosso, ti viene marchiata come un numero su un braccio, ti entra nelle narici con un odore terribile, dolciastro, come gomma che brucia, e grasso. Dopotutto leggi storie che hai sempre sentito, ti viene detto quanto già sapevi. Ma ne esci spezzato ancora una volta, con le lacrime agli occhi e un vago senso di impotenza. Leggete e fate leggere questo romanzo: è un pensiero lieve come una carezza quello che vi sussurriamo nell'orecchio. Maus sarebbe un bellissimo libro di testo, nelle scuole di ogni ordine e grado, per approfondire uno dei momenti più abissalmente atroci della storia dell'umanità. Se in un futuro alla Farhenheit 451 qualcuno volesse riscrivere la Storia, questo libro arderebbe nei falò e nelle anime di chi lo non lo avrà dimenticato. le immagini © Art Spiegelman, Einaudi |
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