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Con Lobo presente, non ci si può aspettare un fumetto colto e raffinato. Partendo da questa constatazione, almeno avremmo voluto farci due risate, grazie all'umorismo trash, greve e dissacratorio, che da sempre accompagna le storie del cacciatore di taglie interplanetario. E
invece ecco piombarci sulla testa una storia assolutamente insulsa (e fin qui
niente di nuovo), totalmente priva di idee, nata con la sola intenzione di
spillare qualche soldo agli appassionati di comics a stelle e strisce. Ma non è
forse questa, direte voi, l'intenzione di qualsiasi fumetto commerciale, di ogni
fumetto inteso come produzione industriale più che come opera artistica
a tutti gli effetti? Eppure non è raro leggere storie popolari scritte
con intelligenza, onestà, perfino ben disegnate: racconti che hanno il solo
compito di intrattenere o divertire e lo fanno con dignità, costituendo spesso
per il lettore comune il primo vero contatto con il mondo delle tavole a
quadretti. Batman Lobo è un Elseworlds, una delle storie della Dc Comics che si svolgono in universi alternativi, in cui i propri eroi sono riscritti con presupposti completamente diversi da quelli abituali. Abbiamo visto Batman vampiro, ai tempi della Rivoluzione Francese, negli anni di Jack lo Squartatore e in molte altre ambientazioni diverse e spesso affascinanti. Qui la situazione più sconvolgente (stiamo ironizzando, ovvio) è quella del Joker fratello gemello del Pipistrello... nessuna risata e la voglia che le pagine finiscano in fretta. Vorremmo leggere un Elseworlds di un universo in cui questa storia non sia stata mai pubblicata: sarebbe certamente un mondo migliore del nostro. le immagini © DC Comics, Play Press Publishing |
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